(AGENPARL) - Roma, 04 nov - Negli ultimi decenni la maggior parte di Paesi in via di sviluppo ha realizzato progressi impressionanti, ancorché sottostimati, nei campi della sanità, dell’istruzione e degli standard di vita fondamentali, con molte fra le nazioni più povere che registrano i progressi maggiori. E’ quanto rivela il Rapporto sullo Sviluppo Umano 2010, un’analisi dei trend degli ultimi 40 anni relativi all’Indice di Sviluppo Umano (Isu), presentato questa mattina in una conferenza presso la Camera dei Deputati. I Rapporti sullo Sviluppo Umano sono commissionati annualmente dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (United Nations Development Programme) a partire dal 1990.
ll Rapporto 2010, “La vera ricchezza delle nazioni: Vie dello sviluppo umano”, mostra che l’aspettativa media di vita è passata dai 59 anni del 1970 ai 70 del 2010; le iscrizioni scolastiche sono aumentate da appena il 55 per cento per tutti i bambini in età di scuola primaria e secondaria al 70 per cento, il PNL pro capite è raddoppiato a più di 10mila dollari Usa. Le persone di ogni regione hanno condiviso questo progresso, seppur con gradi variabili. L’aspettativa di vita, per esempio, tra il 1970 e il 2010 è aumentata di 18 anni negli Stati arabi, a fronte di soli otto anni dell’Africa sub-sahariana. Nelle 135 nazioni analizzate vive il 92 per cento della popolazione mondiale.
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