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Giovedì 17 Febbraio 2011 15:32

SETTE SATANICHE: IL PARLAMENTO RIPENSA AL REATO DI PLAGIO In evidenza

Scritto da  Manuela Lisi
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(AGENPARL) - Roma, 17 feb - Quello del satanismo e delle sette sataniche è un fenomeno che esiste da secoli ma che mai è stato annientato. E se questo può sembrare solo la cornice di favole noir che colpiscono solo pochi mitomani, in realtà nel 2010 ha riguardato 240 mila italiani caduti nella trappola delle 8 mila sette esistenti. E' quanto rilevato dalla comunità Papa Giovanni XVIII, che da anni aiuta le famiglie anche attraverso un numero verde.
Uno dei motivi per cui tale fenomeno non accenna ad arrestarsi è che in Italia non esiste un reato  specifico contro la manipolazione della personalità. Il reato di plagio, presente nel Codice Rocco del 1930, infatti, è stato eliminato nel 1981 perchè troppo vago e non idoneo ad essere concretamente riconosciuto. Santoni e guru, dunque, possono essere puniti per reati di furto, omicidio, molestie sessuali, stalking, e ancora riduzione in schiavitù o circonvenzione di incapace, sequestro di persona o violenza privata, ma non nello specifico  per il reato  di condizionamento della personalità di tipo plagiario. Eppure in Parlamento esistono diverse proposte di legge che affrontano il problema. Alla Camera, ad esempio, c'è quella a firma di Pino Pisicchio (Api), ancora indiscussa, assegnata alla Commissione Giustizia della Camera, e che ricalca il testo di una proposta identica che era stata approvata in Commissione Giustizia al Senato nella XIV legislatura, ma che poi non era riuscita ad andare in Aula per lo scadere della legislatura stessa. Tale proposta di legge prevede sostanzialmente di colmare questa lacuna normativa individuando una fattispecie necessaria a punire reati di manipolazione della personalità - il cosiddetto reato di plagio - attraverso l'introduzione dell'art. 613-bis al Codice Penale.
Ma chi può cadere in una trappola simile e perchè? Non è difficile, nel corso della vita, ritrovarsi in situazioni di debolezza estrema per un lutto, una delusione, e ritrovarsi a cercare un punto di riferimento. I guru delle sette sono costantemente alla ricerca di persone facilmente manipolabili e, approfittando di tale debolezza, a queste si promettono benefici spirituali, una nuova vita, la salvezza. Il tutto cercando di infondere un delirio di onnipotenza e l'illusione di poter avere tutto. Le sette non perseguono tutte i medesimi fini, esistono le cosiddette psicosette che, sostanzialmente, puntano ai beni dei loro adepti, le sette religiose, le sette acido - giovanili, ossia quelle che reclutano i loro membri su Internet e, sotto effetto di sostanze stupefacenti, li inducono a compiere rituali che vanno da prestazioni sessuali a veri e propri crimini. L'obiettivo comune a tutte è quello di isolare gli adepti dal loro ambiente vitale e guadagnarsi la loro fiducia fino a spingerli ad atti estremi con la promessa di risultati immediati.

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