(AGENPARL) - Roma, 26 mag - Prosegue la polemica sul clientelismo relativo ai tutor affiancati dalla Scuola dello Sport di Reggio Calabria ai docenti che erano stati bocciati nel corso dell'esame tenutosi nella Scuola dello Sport del Coni a Roma. Firmatario di una nuova interrogazione parlamentare è l'on. Francesco Laratta (PD), insieme ai colleghi Cesare Marini (PD), Angela Napoli (FLI), Doris Lo Moro (PD) e Nazzareno Nicodemo Oliviero (PD). Nell'interrogazione rivolta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, pubblicata oggi, si legge che "il Coni regionale aveva inviato per gli esami alla sede centrale del Coni a Roma aspiranti docenti per la scuola dello sport. La maggior parte di detti aspiranti docenti segnalati dal Coni calabrese non ha superato l'esame, ma il C.R. Calabria ha ritenuto di utilizzare egualmente i suddetti soggetti nonostante la bocciatura, inventando di sana pianta l'istituto del Tutor per il docente che equivarrebbe al tutor di sostegno per colui che deve insegnare".
La notizia nasce dal fatto che il presidente del C.R. Calabria Demetrio Praticò, che è anche presidente della Scuola dello Sport, "in una trasmissione televisiva ha ammesso che tra gli aspiranti docenti bocciati e poi utilizzati con il singolare artificio del tutor per il docente, ci siano alcuni politici locali, nonché consorti di esponenti di primissimo piano della Regione Calabria. E' assolutamente necessario salvaguardare la credibilità del Coni - prosegue l'interrogazione di Laratta -, garantendo la correttezza delle procedure utilizzate per fare fronte ai fini istituzionali e la tradizione di qualità e competenza delle strutture del comitato a tutti i livelli; sarebbe indispensabile evitare che le istituzioni sportive siano al servizio delle esigenze clientelari e familistiche della politica e di una logica perversa, che porta all'utilizzazione di enti e strutture pubbliche per soddisfare esigenze di parte e di gruppi politici dominanti". L'interrogazione conclude chiedendo al Governo se "sia a conoscenza di quanto su esposto e cosa intenda fare a proposito e quali iniziative, nell'ambito della propria competenza, si intendano adottare per impedire la perdita di credibilità da parte delle istituzioni sportive calabresi e nazionali".
Nei giorni scorsi, Demetrio Praticò, venuto a conoscenza della prima interrogazione parlamentare sull'accaduto, ha dichiarato ad AgenParl: "Ho a cuore soltanto l'immagine del Coni, in vita mia non ho mai presentato nemmeno un rimborso spese, ho sempre operato con buon senso ed equilibrio. Quanto mi viene riferito mi lascia l'amaro in bocca. Le carte sono a disposizione di chiunque voglia verificare il nostro comportamento in questo caso specifico, ma non si parla di nessuna assunzione. Voglio evitare ogni polemica e se ho sbagliato sarò il primo a dirlo. Sono un imprenditore da 50 anni e figuriamoci se mi metto a fare degli imbrogli per il Coni. Credo nei valori dello sport, posso anche sbagliare come uomo ma da qui a ricevere un'interrogazione parlamentare mi sembra davverro eccessivo e scorretto".



















