(AGENPARL) - Roma, 17 gen - Imponente operazione contro la “clonazione” di carte di credito messa a segno a Roma da parte del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria. Le Fiamme Gialle, alle prime ore dell’alba, nell’ambito di un’attivita’ investigativa coordinata dal gruppo reati contro l’economia della Procura della Repubblica di Roma (Procuratore Aggiunto Nello Rossi e PM Stefano Fava), hanno eseguito 14 misure cautelari personali emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari, Massimo Battistini, nei confronti di una organizzazione criminale che ha truffato migliaia di clienti dei maggiori istituti d'emissione di carte di credito. In particolare, le attivita’ investigative hanno consentito di individuare un complesso sistema di frode realizzato attraverso il furto dei dati e delle informazioni delle carte di credito di cittadini italiani e stranieri. Inizialmente le indagini sono state indirizzate alla preliminare localizzazione degli esercizi commerciali dove i responsabili del sodalizio criminoso acquisivano i dati della banda magnetica delle carte di credito da clonare, mediante l’utilizzo di un apparecchio chiamato “skimmer” delle dimensioni di un pacchetto di sigarette. Al momento del pagamento del corrispettivo, infatti, con la connivenza di membri del personale impiegato presso gli stessi esercizi, le carte di credito di centinaia di clienti sono state “strisciate” ed illecitamente lette dall’apparecchio abusivo, che subito dopo veniva collegato ad un personal computer, munito di un programma di gestione di bande magnetiche, con il quale si trascrivevano i dati su una carta “vergine” con le stesse caratteristiche di una carta di credito, realizzando così dei “cloni”. L’illecita’ attività ha consentito al gruppo criminale di perpetrare una frode ai danni degli utilizzatori dei mezzi di pagamento elettronici stimabile in due milioni di euro. I provvedimenti restrittivi della libertà, emessi dal tribunale di Roma sono a carico di cittadini italiani e rumeni residenti nel Lazio, altri in Romania. Otto complessivamente i soggetti associati presso la casa circondariale di Regina Coeli di Roma a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, ulteriori sei i soggetti per i quali è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari e, infine, tre, i soggetti ai quali è stato notificato l’obbligo di firma. Durante l’attività sono stati denunciati a piede libero altri 8 soggetti diversamente coinvolti nell’illecita attività. Nel corso dell’operazione sono state eseguite complessivamente 14 perquisizioni domiciliari.
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