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Giovedì 14 Luglio 2011 15:54

MANOVRA: LETTIERI (PDL), RIFORMA ORDINI NECESSARIA MA NESSUNA CANCELLAZIONE

Scritto da  Agenparl
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(AGENPARL) - Roma, 14 lug - Il senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri (Pdl), firmatario di una lettera sottoscritta da ventidue senatori del centrodestra sulla riforma degli ordini professionali inviata ieri ai presidenti del Senato, del gruppo Pdl e della Commissione Bilancio di Palazzo Madama,  ha dichiarato: "Una provvidenziale e fondamentale opera di mediazione istituzionale, quella del presidente del Senato, ha consentito di scongiurare l'ipotesi di un emendamento sulla liberalizzazione delle professioni all'interno della manovra, che avrebbe avuto effetti dirompenti e privi di efficacia per il sistema Paese. Un emendamento che ieri aveva fatto sussultare circa un milione e mezzo di professionisti ed i relativi ordini professionali. In realtà quella ipotesi era sbagliata sia nel metodo, perchè priva di qualsiasi pur minimo ma necessario confronto con i soggetti interessati, sia nel merito perchè mancante di ogni efficacia per lo sviluppo economico e sociale del Paese. In realtà il vero orientamento politico del governo e di questa maggioranza è ben sintetizzato in una serie di provvedimenti come la riforma della professione forense, che abbiamo licenziato qualche mese fa al Senato ed in discussione alla Camera, il ddl sul governo clinico che prevede l'assegnazione di delega al governo per la riforma delle professioni sanitarie e l'iter legislativo, ormai in fase conclusiva nella XII Commissione del Senato, che prevede l'istituzione dei nuovi ordini professionali rappresentativi di importanti categorie che operano nella sanità. In effetti più che di liberalizzazioni dettate da spinte emotive gli ordini hanno bisogno di una vera e propria riforma che ne esalti la funzione pubblicistica con esplicito riferimento all'efficienza ed all'appropriatezza delle prestazioni professionali erogate, fondamentali nella tutela del cittadino. Al centro della questione però rimane il fatto che di una riforma degli ordini ormai se ne parla da oltre 20 anni, ed ancora non si è giunti a soluzione. Tutto ciò evidenzia il ritardo della politica nel portare avanti una riforma degli ordini professionali che sia moderna e che naturalmente non può e non deve trasformarsi in un mezzo per disconoscerli e cancellarli".

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