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Giovedì 22 Settembre 2011 19:18

ESTERI: DE MICHELI (PD), POTENZIARE CONVERSIONI PATENTI GUIDA EXTRACOMUNITARIE

Scritto da  cri
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(AGENPARL) - Roma, 22 set - Adottare iniziative per rendere possibili le conversioni delle patenti di guida di alcuni Stati come Macedonia, Marocco e Albania, "e porre fine ai gravi disagi patiti dai cittadini stranieri coinvolti". Lo chiede la deputata Pd Paola De Micheli in un'interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteoli, al Ministro degli Affari Esteri Frattini.
"I cittadini stranieri titolari di una patente di guida rilasciata da uno Stato estero extracomunitario possono guidare sul territorio italiano i veicoli per i quali è valida tale patente purché residenti in Italia da meno di un anno. Dopo un anno dall'acquisizione della residenza in Italia, per guidare sarà necessaria la conversione della patente, consistente nel rilascio di una patente italiana corrispondente a quella extracomunitaria. La conversione è possibile solo per le patenti rilasciate dagli Stati non aderenti all'Unione europea, con i quali l'Italia ha stabilito rapporti di reciprocità".
"La Repubblica di Macedonia -continua l'interrogante - rientra nell'elenco di tali Stati, sulla base di un accordo bilaterale in vigore dal gennaio 1998, al quale sono stati allegati i modelli di patente in uso all'epoca e che possono essere convertiti. Nel frattempo, da diversi anni, la Repubblica di Macedonia ha introdotto un nuovo modello di patente (formato carta di credito) che, essendo diverso da quelli previsti dall'accordo, non può essere convertito nell'equivalente patente italiana fino a quando non venga inserita un'apposita integrazione all'accordo medesimo".
"Identico problema è sorto per le patenti rilasciate anche da altri Stati come il Marocco e l'Albania. I cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia ai quali non viene convertita la patente straniera patiscono gravissimi disagi, soprattutto in ordine allo svolgimento della loro attività lavorativa, non potendo guidare o in alternativa essendo costretti a ripetere l'esame di guida in Italia e a sostenerne i relativi costi. Nonostante le numerosissime segnalazioni da parte dei cittadini stranieri coinvolti e degli uffici italiani competenti alla conversione (uffici provinciali della motorizzazione civile), non risultano modiche e/o integrazioni all'accordo bilaterale citato".

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