Lunedì 07 Novembre 2011 14:57

ITALIANI ALL’ESTERO: QUASI TREMILA I DETENUTI, L’80 PER CENTO IN EUROPA

Scritto da  bat
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 (AGENPARL) - Roma, 07 nov - Sono 2.934, di cui 2.223 in attesa di giudizio, i detenuti italiani all’estero. Poco più dell’80 per cento dei connazionali è detenuto in Europa, il 15,6 per cento nei Paesi delle Americhe, il 2 per cento in Asia ed Oceania, il 2 per cento nei Paesi del Mediterraneo e Medio oriente e il restante 0,4 per cento in Africa sub sahariana. Ad illustrare i dati è Alfredo Mantica, sottosegretario agli Esteri, in risposta ad un’interrogazione del senatore Salvo Fleres del gruppo Coesione Nazionale - Io Sud.

Per i connazionali detenuti all’estero, spiega Mantica, l’autorità consolare “svolge essenzialmente un’attività di supporto finalizzata a fornire, da un lato, il rispetto dei diritti del connazionale in sede di giudizio e, dall’altro, l’assistenza necessaria in carcere”. Tuttavia, precisa il sottosegretario, essa non può: intervenire se il detenuto si oppone; costituirsi parte civile; intervenire in giudizio per conto di cittadini italiani; ottenere un migliore trattamento, rispetto a quello previsto dalle norme locali, della condizione carceraria. La Farnesina, per meglio gestire queste situazioni, ha messo in rete un programma protetto, accessibile dagli uffici consolari e dal personale addetto, che permette di condividere in tempo reale le notizie sulle condizioni di detenzione dei connazionali, lo stato dei procedimenti giudiziari, il numero di visite consolari e altre informazioni. Nel 2008, inoltre, passò un ordine del giorno alla Camera che prevedeva l’istituzione di un numero verde di emergenza per le situazioni giudiziarie. "Tuttavia - spiega Mantica - le pressanti ed inderogabili esigenze di risanamento dei conti pubblici ne hanno finora impedito la costituzione”.

“Per quanto concerne la possibilità per gli indagati o gli imputati di poter accedere ad un istituto di patrocinio a spese dello Stato - conclude il sottosegretario - allo stato attuale questo non è previsto dall’ordinamento nazionale. Tuttavia, anche alla luce dell’oggettiva difficoltà in cui i connazionali detenuti all’estero possono incorrere nel far valere i propri diritti in un Paese terzo, si assicura che la loro tutela e assistenza continua a essere considerata una priorità di questo Governo”.