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Martedì 24 Aprile 2012 13:44

TURCHIA: DE MISTURA, AD AVV. SALERNI ERA VIETATO INGRESSO

Scritto da  bat
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(AGENPARL) - Roma, 24 apr - “L'avvocato Arturo Salerni è stato fermato il 5 dicembre 2011 dalle autorità di frontiera turche al momento del suo arrivo all'aeroporto di Istanbul. La sua intenzione era di dirigersi nel sud-est della Turchia per partecipare al processo a carico di alcuni attivisti dell'organizzazione «Unione delle comunità curde» (Koma Civaken Kurdistan)”. Il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura risponde in Commissione alla Camera all’interrogazione del deputato democratico Jean Leonard Touadì sulla vicenda dell’avv. Salerni. Il Consolato Generale d’Italia ad Istanbul, dice De Mistura, si è subito attivato e ha contattato le autorità turche che hanno precisato che l'avvocato risultava tra le persone a cui era vietato l'ingresso nel Paese e che per tale ragione era stato invitato a rientrare in Italia. Non potendo entrare in territorio turco, l'avvocato Salerni ha stazionato nell'Ufficio di Polizia dell'area transiti dell'aeroporto fino alle 14.30 del 6 dicembre 2011, quando è ripartito con volo diretto verso il nostro Paese.

“La nostra Ambasciata ad Ankara - prosegue De Mistura - tempestivamente informata dell'accaduto dal Consolato Generale, ha subito richiesto al Ministero degli Esteri turco informazioni sul divieto di ingresso emesso nei confronti del nostro connazionale”. Il divieto di ingresso è motivato dalla legge che prevede la possibilità di emettere tale misura nei confronti di “coloro per i quali si percepisce siano venuti in Turchia al fine di partecipare o sostenere attività volte a mettere in pericolo la sicurezza o l'integrità della Turchia”.

“Per inquadrare la questione - afferma il sottosegretario - occorre tenere presente che tra Turchia e Italia non sono in vigore Accordi bilaterali o multilaterali sulla libera circolazione delle persone. Poiché il diritto internazionale consuetudinario non prevede limiti circa l'ammissione o l'espulsione degli stranieri, in questa materia vive la piena giurisdizione dello Stato nell'apprezzamento delle circostanze di ordine pubblico che possono determinare il divieto di ingresso. Un'azione per cercare di favorire una maggiore trasparenza delle procedure turche in tema di ammissione degli stranieri sul territorio potrebbe essere utilmente condotta in sede europea nel quadro del dialogo con Ankara in ambito migratorio ed in particolare nel settore visti”.

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