(AGENPARL) - Roma 20 ott – E’ stata presentata un’interrogazione al ministro Tremonti, a prima firma di Aldo Di Biagio deputato di Futuro e Libertà per l’Italia, che verrà discussa a breve nella commissione trasporti in merito alle recenti criticità emerse nell’ambito dell’Enav e del suo operato.
”E’ bene ricordare – spiega Di Biagio – che l’Ente Nazionale di assistenza al volo (Enav), è la Società a cui lo Stato italiano demanda la gestione e il controllo del traffico aereo civile in Italia ed è interamente controllato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze oltre che vigilato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per cui si chiede quali siano le forme e gli strumenti di un corretto monitoraggio dell’operato di un Cda di un ente controllato dallo Stato e quali iniziative cautelative si intendano assumere sul piano amministrativo”. “Dato che – si legge nell’interrogazione - attualmente le indagini condotte dagli inquirenti di Roma stanno svelando un intreccio di presunti illeciti avente come sfondo proprio il Cda dell’Enav e sulla base delle indiscrezioni, tra l’altro pubblicate in queste ore da alcuni autorevoli quotidiani, sarebbero emersi pesanti dubbi circa la trasparenza delle attività del Cda dell’ente in particolare in occasione dell’approvazione dei bilanci 2006 e 2007”. “Stando agli accertamenti condotti dalla Guardia di Finanza – continua - esisterebbe una chiara discrepanza tra i costi dichiarati e quelli effettivamente sostenuti dall’ente: un escamotage che avrebbe consentito il riconoscimento di un premio ai manager che dichiaravano di contenere i costi sotto un determinato tetto, in virtù di specifiche disposizioni contenute nel provvedimento sui requisiti di sistema”. “L’intreccio di attività indebite, presunte o reali che siano, - spiega Di Biagio - sollevano gravi perplessità circa l’efficacia del monitoraggio ed il controllo da parte dei Dicasteri competenti. Inoltre i presunti illeciti creano un’immagine che non dovrebbe essere più riflessa sull’opinione pubblica ed ai cittadini poiché crea un malumore, un senso di sfiducia ed una disaffezione nei confronti dello Stato che non è certamente espressione di un Paese moderno e democratico”.



















