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Martedì 03 Maggio 2011 14:08

TAV: I SINDACI NO TAV, SBAGLIATO NON INVITARCI

Scritto da  Sara Dellabella
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(AGENPARL) – Roma, 03 mag – Non ci stanno a rimanere fuori dai tavoli decisionali sull’alta velocità. Così, oggi una ventina di sindaci della Val di Susa sono venuti a Roma e hanno aspettato fuori da Palazzo Chigi che qualcuno venisse ad ascoltare anche le loro ragioni. Esclusi perché contrari alla realizzazione della “grande opera” dell’alta velocità. Un progetto che ha visto la luce nel 1991, ma che concretamente oltre a disagi e manifestazioni non ha prodotto altro. E’ tempo però di stringere, altrimenti l’Europa non aspetta. E così lo scorso 20 aprile la regione Piemonte ha emanato la legge “delle grandi opere” che vede al primo punto la realizzazione del tunnel geognostico di Chiomonte, propedeutico alla realizzazione della Torino-Lione. Questa legge è stata considerata da Roberto Cota, come “come un passo importante sulla via della costruzione della linea ferroviaria attraverso il coinvolgimento e la valorizzazione della Valsusa”. Intanto, fuori da Palazzo Chigi c’è anche il Presidente della Comunità Montana, anche lui escluso dal tavolo di oggi. Ventuno sindaci con la fascia tricolore che, scesi fino a Roma, testimoniano i disagi che tutta la Valle ha dovuto subire dal momento che il Governo italiano ha intrapreso questo progetto circa vent’anni fa. Un progetto che per quando sarà concluso, sarà già vetusto. Insomma “qui non si contesta l’opera in sé solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico. Oramai sta passando un messaggio ideologico e politico della nostra protesta, ma noi siamo di tutti gli schieramenti e abbiamo solo a cuore la nostra gente e la nostra terra. Qui si rischia di fare la Salerno – Reggio Calabria del nord” denuncia uno di loro. Nel presidio di stamattina ha fatto capolino anche il Sindaco di Torino Sergio Chiamparino, che seppur in linea con il Partito democratico favorevole alla Tav, ha considerato un errore politico non aver invitato anche questi sindaci alla riunione di oggi. Ma sono diversi i parlamentari piemontesi ad essersi avvicinati al presidio, come Livia Turco, Stefano Esposito e Tommaso Merlo del Pd. Tutti convinti che la tav vada fatta e che il mancato invito di oggi, pur essendo uno sbaglio dal punto di vista istituzionale sia dettato come ha spiegato Merlo all’AgenParl, “essendo giunti ad un punto in cui occorre accelerare l’iter per quanto riguarda la cantierizzazione dell’opera, per poterlo fare probabilmente gli organizzatori non hanno esteso l’invito alle amministrazioni che legittimamente la contrastano. Credo che il tutto sia legato ad un problema di accelerazione dell’iter della cantierizzazione del tunnel della Maddalena”. Loro decidono, mentre decine di sindaci rimangono fuori dalla discussione. Proprio loro che rappresentano la gente della Val di Susa, che anche se dissenzienti, vedranno l’opera attraversare la propria terra. Gli enti locali ancora una volta vengono scavalcati, a discapito della gente normale che non può neppure appellarsi ai propri rappresentanti. “Eppure poi sono tutti lì a chiedere il voto”.

 

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