(AGENPARL) - Roma, 18 mag - "L'operazione della Procura di Caltanissetta sulle infiltrazioni mafiose nel nord Italia conferma la pericolosissima vitalità delle organizzazioni criminali e l'infezione dell'economia, con pesanti condizionamenti delle attività lecite. La guerra che lo Stato deve con continuità svolgere per disinfettare il nostro Paese offre occasione per una amara riflessione: le mafie, come i tumori, si manifestano con una aggressività crescente e vedono il coinvolgimento di insospettabili collusi". Lo afferma il senatore Luigi Li Gotti, Capogruppo dell'Italia dei Valori in Commissione Antimafia.
"L'operazione - aggiunge - si affianca a quella dei mesi scorsi contro la criminalità calabrese insediatasi in Lombardia. Lo Stato non può perdere e serve una collettiva assunzione di responsabilità del ceto politico, nella consapevolezza che il male si nasconde nelle cosidette zone grigie, fatte da imprese sporche, pubblici dipendenti e politici dolosamente "distratti". Questa realtà e' stata colta dalla Commissione antimafia, pur tra qualche insofferenza. Il crimine organizzato ha bisogno della politica e una parte del ceto politico lucra con cointeresse. Serve un impegno collettivo - conclude Li Gotti - senza l'autoassoluzione della politica che, tanto spesso, non e' per nulla nobile".



















