(AGENPARL) - Roma, 25 mag - "Disporre un'indagine amministrativa sulla contrattualistica Enav anche negli anni pregressi, per rilevare le eventuali fattispecie di evasione fiscale consumate durante i vari esercizi finanziari" e imporre "un nuovo assetto societario dell'Enav in cui lo Stato assuma un ruolo centrale e che assicuri correttezza e credibilità nei confronti delle compagnie aeree di tutto il mondo". Lo chiede Domenico Scilipoti (Iniziativa Responsabile) in un'interrogazione al Ministro dei Trasporti Matteoli, al Ministro dell'Economia Tremonti e al Ministro dello Sviluppo Economico Romani.
"Da quello che emerge dai periodici di stampa - premette Scilipoti - gli intrecci societari per gli affari dell'Enav che i suoi abituali fornitori avrebbero messo in essere e per i quali sono attualmente indagati dalla magistratura attraverso la Guardia di finanza hanno risvolti nazionali e internazionali che lasciano intravedere la gestione con la quale fino adesso sarebbe stato possibile gestire privatisticamente un ente pubblico. I reati di carattere finanziario ipotizzati dipendono dalla disponibilità economica e finanziaria di cui l'Enav si avvale, in virtù del suo particolarissimo, se non unico, assetto societario che consente di attingere le risorse dalle compagnie aeree, ovvero, dai passeggeri e dallo Stato, ovvero, dai contribuenti. La carenza di ispezione in un ente pubblico, trasformato, ad avviso dell'interrogante, in un ente privatistico a capitale pubblico, ha notevolmente allentato le maglie del controllo degli organi vigilanti".
"La fonte della ipotizzabile frode fiscale dell'ente - prosegue il Responsabile - salito in questo periodo sulla ribalta della cronaca per aver esportato nei cosiddetti paradisi fiscali cifre di tutta rilevanza, non è attribuibile soltanto al plusvalore ricavato da quelle che appaiono le solite 'matriosche' dei subappalti in serie, ma anche a fattispecie di raggiro ideate da più vecchia data e verosimilmente mantenute nel tempo, delle quali il precedente consiglio di amministrazione intercettato telefonicamente si preoccupava di essere stato scoperto. E' ipotizzabile una frode al fisco in senso stretto, in relazione alla quale un consigliere evidentemente bene informato spiegava all'altro le modalità attraverso il raggiro della legge in questione. Tale evasione sarebbe avvenuta con la modalità rilevata dal colloquio, riportato da alcuni quotidiani in virgolettato, tra l'amministratore delegato Enav e un suo interlocutore, attraverso l'equivoco ingenerato ad arte sul versamento dell'Iva relativa a dei contratti con i propri fornitori abituali. Tenendo conto pertanto, che nella loro interezza le risorse dedicate dall'Enav alla contrattualistica con i fornitori ammontavano all'epoca a varie centinaia di miliardi di lire all'anno, la possibilità di evasione implicava importi di tutta rilevanza, che sarebbero stati sottratti direttamente o indirettamente all'erario".
"Le ipotizzate evasioni in materia di imposte afferiscono per Enav - conclude Scilipoti - a capitali di considerevole spessore; a più riprese, i vari organi che si alternano ai vertici dell'ente vengono supportati dal personale di struttura per interpretare posizioni fiscali che potrebbero apparire come confacenti allo scopo e per versare le imposte in ipotizzabile dispregio della normativa".
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