Martedì 24 Gennaio 2012 15:40

SANITA’: LINEE GUIDA AUTISMO, I PARERI NEGATIVI DI ESPERTI E FAMIGLIE

Scritto da  com/sdb
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(AGENPARL) - Roma, 24 gen - ‘Luci ed ombre sulle linee guida sull’autismo’. Questo è il tema della conferenza stampa, che si terrà domani presso la sala stampa di Montecitorio, in via della Missione 6, dalle 11.30 alle 12.30, promossa da un gruppo di parlamentari – Udc: Paola Binetti, Teresio Delfino, Marco Calgaro, Nunzio Testa; Pd: Luciana Pedoto; Pdl: Lucio Barani; Api: Donato Mosella, Emanuela Baio; Fli: Carmine Patarino – in seguito alle perplessità ed ai netti contrasti manifestati da associazioni di famiglia, centri di riabilitazione, studiosi e specialisti del settore, che hanno reagito negativamente alle linee guida su ‘Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti’.

Il giudizio negativo è condiviso da diversi docenti universitari, tra cui Luigi Cancrini, fondatore nel 1970 del Centro studi di terapia familiare e relazionale di Roma, che ha detto: “L’aver escluso dalla linea guida sull’autismo gli approcci che non sono cognitivo comportamentale è deontologicamente scorretto, poiché fondamentali nel determinarsi degli effetti più gravi del disturbo autistico sono le emozioni sconvolte e sbagliate dei genitori”; così come pure Gianluigi Monniello, docente presso ‘La Sapienza’, per il quale “la linea guida è un compromesso tra dati statistici e risparmio di risorse, non la considererei per i problemi più complessi che come tali necessitano di approcci diversi”. Le critiche infatti sono tante e molteplici. Sempre dal fronte universitario, per Tito Livio Schwarzenberg, professore de ‘La Sapienza’, “è assurdo che la linea guida sull’autismo indichi solo l’approccio cognitivo comportamentale, mentre noi siamo convinti che quello psicocomportamentale sia più valido”. Ha parlato
invece di “stessa situazione in tutte le linee guida che riguardano interventi a livello psicologico”, Silvia Mazzoni, de ‘La Sapienza’, che ha aggiunto: “viene indicato quasi sempre come trattamento valido quello cognitivo comportamentale. Questo non dipende dal fatto che sia l’unico valido, ma perché questo approccio adotta strumenti di valutazione di efficacia abbastanza semplici che consentono facilmente la pubblicazione dei risultati”.

Francesco Montecchi, presidente e responsabile scientifico di ‘La Cura del Girasole-Onlus’, ha sottolineato piuttosto la necessità di “riaccendere il dibattito sulla linea guida sull’autismo se effettivamente è limitata al solo approccio cognitivo comportamentale, perché considerarlo come il metodo dominante è una distorsione scientifica, clinica e culturale”. Mentre per l’Unione nazionale pediatri “etichettare il problema autismo solo come cognitivo comportamentale è una soluzione troppo semplicistica”. A ricordare che “nella scienza non c’è nessun dogma, ma esiste la possibilità di mettersi in discussione ascoltando tutte le voci in campo” è stato Tonino Cantelmi, presidente dell’Istituto di terapia Cognitivo Interpersonale, che ha poi spiegato: “La comunità scientifica può sostenere un approccio più di un altro, ma questo non vuol dire bloccare la ricerca o non considerare lavori di grande spessore”.

Anche l’Ordine degli Psicologi del Lazio ha fatto sentire la sua opinione ribadendo che “queste linee guida rappresentano solo uno spicchio della conoscenza scientifica, quando invece la comunità di psicologi e psicoterapeuti ha molto da dire sia come esperienza clinica che scientifica”. Non poteva mancare,  infine, il parere del presidente della sezione disabilità intellettive e relazionali dell’associazione mondiale di psichiatria, Marco Bertelli, secondo il quale “qualunque tipo di intervento e valutazione sui bisogni di cura deve fare riferimento ad un approccio basato sulla persona e sulla qualità di vita della persona stessa”.

Ma accanto alle loro voci ce ne sono tante altre ancora da ascoltare domani in conferenza stampa, tra cui il presidente ed il segretario generale del Foai, Massimo Sala e Renato Bernardini, il presidente regionale dell’Aris Lazio, Michele Bellomo, o del direttore del centro romano ‘Opera Don Guanella’, Don Fabio Lorenzetti, che hanno concluso: “Ci siamo trovati tutti d'accordo nel non condividere l'unicità e l'unilateralità di questo testo”.