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Mercoledì 22 Febbraio 2012 19:30

LAVORO: MENTEGAZZA (UILA-UIL), GOVERNO CHIARISCA RIFORMA AMMORTIZZATORI SOCIALI

Scritto da  com/cic
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(AGENPARL) - Roma, 22 feb - “Sarà una trattativa fondata sul nulla se il governo non dirà con chiarezza quali risorse intende effettivamente investire nella riforma degli ammortizzatori sociali. Sull’articolo 18, non c’è motivo di lacerare il paese come è già avvenuto in passato, ma siamo disposti ad un lavoro di ‘manutenzione’ per migliorarne il funzionamento”. È quanto ha dichiarato, in una nota, il segretario generale della Uila-Uil Stefano Mantegazza aprendo oggi a Fiuggi i lavori del comitato centrale della Uila allargato alle Rsu dell’industria e della cooperazione alimentare che domani parteciperanno all’assemblea nazionale unitaria dei delegati Fai-Flai-Uila che dovranno approvare le piattaforme di rinnovo dei Ccnl di settore. “Ci auguriamo che, a differenza di quanto avvenuto sulle pensioni, questa riforma non serva a far cassa, anche perché arriverà in un periodo in cui il paese sarà fuori dalla crisi” ha aggiunto Mantegazza “noi pensiamo che la gestione del sistema di ammortizzatori sociali, come già avviene per la cassa integrazione e la mobilità, debba essere affidata alle parti sociali attraverso la bilateralità. Non servono soldi pubblici, serve che tutte le aziende e i lavoratori che usufruiscono di questo diritto paghino le risorse necessarie a far funzionare questo sistema”. “Al contrario l’indennità di disoccupazione, rivolgendosi a persone che hanno perso il posto di lavoro, deve essere a carico della fiscalità generale. Ferma restando la distinzione da fare tra il lavoratore a tempo indeterminato che perde il lavoro e il lavoratore stagionale o con contratto a termine che vive abitualmente questo percorso. Due casi diversi da affrontare con opportunità e risorse diverse, ferma restando inoltre la specificità del settore agricolo”. “Sull’articolo 18” ha detto infine Mantegazza “non c’è alcun motivo, in questo momento, di andare ad impantanarsi in un confronto ideologico. Non c’è motivo di dividere il paese e di creare delle lacerazioni difficilmente colmabili. Abbiamo già vissuto questa situazione in passato e non ha portato a nulla. Per noi l’articolo 18 va bene così com’è ma, siccome non è un tabu, ma una norma di civiltà e di buon senso siamo disposti a svolgere una seria manutenzione che va dal rendere più stringenti e applicabili le casistiche per i licenziamenti, modificando l’art.2 della 604 del 66 e, soprattutto intervenendo sui tempi dei procedimenti giudiziari che devono essere rapidi per evitare ai lavoratori incertezze sul futuro e alle aziende il pagamento di retribuzioni, spesso di importo eccessivo”.

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