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Martedì 17 Aprile 2012 10:42

LAVORO: BRUNETTA, NON E' QUESTO CHE CI CHIEDEVA L'EUROPA

Scritto da  rar
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(AGENPARL) - Roma, 17 apr -  L’On. Renato Brunetta, oggi intervistato su “Il Mattino” parla di Politica italiana a largo spettro, iniziando con la riforma del contratto di lavoro: “Il testo della riforma, ora in senato, contiene eccessi di rigidità che vanno corretti. Soprattutto sulla flessibilità in entrata si fa una marcia indietro inaccettabile rispetto anche alle leggi Biagi, con il rischio di ricacciare nel sommerso quei tre milioni di lavoratori che negli ultimi anni sono faticosamente emersi grazie agli interventi di treu, Maroni, Sacconi. Così com’è il testo Monti-fornero sparge terrore. Parte dal prergiudizio che la posizione dominante nel mercato del lavoro debba essere il contratto a tempo indeterminato e far passare le posizioni più flessibili come situazioni frutto di abuso, opportunismo, speculazione: ma mica dietro tutte le partite iva si nascondono contratti irregolari! Non è questo che ci chiedeva l’Europa. Pregiudizio ideologico. Si vede che le burocrazie ministeriali hanno preso la mano alla pur valida Fornero. Solo la Cgil è soddisfatta della riforma. Persino il Pd è imbarazzato: è un grande partito e anche li ci sono tanti liberi professionisti, artigiani, imprenditori, partite iva. Ci vuole il giusto equilibrio: torniamo alla legislazione vigente, sull’apprendistato come sulle partite Iva. E poi a Monti vorrei dare un consiglio. Applichi il test Ichino: verifichi se la riforma è traducibile in inglese. il testo poi è lunghissimo, 70 articoli, il figlio dei vizi italici di non comprensione e mancanza di trasparenza. Se no, meglio non far nulla: di fronte ad un testo così le multinazionali investiranno altrove". Passando ad altro, Brunetta non fa sconti neanche sull’Imu: “non ha senso rateizzare l’imposta per la prima casa e far pagare per intero per la seconda”. Il deputato ribadisce il peso determinante del suo schieramento: “il Pdl è il partito di maggioranza relativa, al Senato poi ha una consistenza rilevantissima”. Il Pdl manterrà il sostegno al Govermo pur mantenendo le proprie posizioni : “non accettiamo tutto a prescindere”. L’ex Ministro della pubblica amministrazione auspica un ritorno alla politica dopo il 2013, “una coalizione che vince e una che perde” e conclude con lo scottante tema dello spread: “È generato dalla speculazione di una diecina di banche. Sarebbe diverso se la Bce potesse agire come la Fed negli Usa colpendo con il “bazooka” la speculazione. ma noi preferiamo farci del male con l’austerità e la recessione. E a ridere è solo la Germania. così non si può andare avanti”.

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