(AGENPARL) - Roma, 15 giu - Strumenti per accelerare opere e cantieri:
a. Piano nazionale per le città. La riqualificazione delle aree urbane degradate e lo sviluppo delle città come motore per il settore edile vengono attuati attraverso gli strumenti innovativi del “Piano Sviluppo Città” e del “Contratto di valorizzazione urbana”. Il piano nazionale delle città consente di coordinare una serie di interventi nelle aree urbane relativi a nuove infrastrutture, alla riqualificazione urbana, alla costruzione di parcheggi, alloggi e scuole, grazie al reperimento di risorse pubbliche (di cui 225 milioni di euro subito disponibili) e all’attivazione di forti sinergie a livello pubblico-privato. I diversi soggetti istituzionali interessati al Piano saranno coordinati da una Cabina di regia (operativa presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e composta dai soggetti istituzionali interessati) che selezionerà gli interventi da realizzare. Lo strumento del “contratto di valorizzazione urbana” regolamenterà gli impegni dei vari soggetti pubblici e privati relativamente all’area da valorizzare, così da consentire l’avvio delle opere in tempi definiti.
b. Autonomia finanziaria dei porti. La norma prevede di destinare ai porti, nel limite massimo di 70 milioni euro annui, parte dell’Iva e delle accise (1%) in essi prodotte attraverso le operazioni portuali di import-export di merci. Si punta così a dare nuovo impulso alla infrastrutturazione portuale e alla viabilità stradale e ferroviaria di connessione consentendo, inoltre, il potenziamento del piano di sviluppo delle cosiddette “autostrade del mare”. Tale norma mira al progressivo raggiungimento della c.d. “autonomia finanziaria” delle autorità portuali, consistente nella possibilità concessa alle Autorità portuali di finanziare autonomamente l’infrastrutturazione attraverso le risorse rinvenienti dalle accise e dall’IVA riscossa sulle operazioni effettuate negli stessi porti. Si consente inoltre una razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse assegnate ai singoli porti, in quanto le imposte incamerate sono proporzionali alla quantità di operazioni effettuate e, pertanto, legate all’effettiva funzionalità del porto stesso.
c. Utilizzo da parte dei Comuni dei crediti d’imposta per la realizzazione di opere infrastrutturali. La disposizione consente ai Comuni di utilizzare, per la realizzazione di opere infrastrutturali necessarie per migliorare i servizi pubblici, i crediti d’imposta senza la limitazione attualmente fissata in circa 500 mila euro annui, liberando risorse a vantaggio dell’economia reale e del mondo delle imprese e contribuendo in tal modo alla crescita economica del Paese.
d. Percentuale minima affidamento lavori a terzi nelle concessioni. Viene elevata dal 50% al 60% la quota dei lavori che i concessionari, titolari di concessioni assentite prima del 30 giugno 2002 (ossia prima della definizione delle regole di affidamento delle concessioni attualmente in vigore), sono tenuti ad affidare attraverso procedure di evidenza pubblica. Si restituisce così al mercato un’ampia quota di contratti di lavori pubblici, consentendo il coinvolgimento delle piccole e medie imprese nella realizzazione delle opere presenti nei piani di investimento delle società concessionarie.
Lo comunica Palazzo Chigi.

















