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Giovedì 12 Luglio 2012 10:25

MOZZARELLA DOP: LA QUALITA’ NON E’ A RISCHIO, PARLA IL CONSORZIO

Scritto da  adm
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(AGENPARL) - Roma, 12 lug - La qualità della mozzarella di bufala campana dop non è a rischio. Parola del direttore del consorzio per la tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, Antonio Lucisano, che all’Agenparl ha spiegato nel dettaglio di quali benefici potrà godere il comparto caseario alla luce delle nuove misure adottate. A finire sotto accusa, infatti, la novità introdotta nel disciplinare di produzione che prevede la produzione di mozzarella con cagliata congelata.

La decisione, passata con il 92% dei consensi dell’Assemblea, ha scatenato una levata di scudi in difesa del tipico prodotto caseario campano. In primis Francesco Barbato dell’Idv e la collega Anita Di Giuseppe scesi in campo con tre interrogazioni sulla vicenda. Il direttore smentisce il deputato Barbato e cerca di fare chiarezza sulle decisioni adottate.

“Premesso che con la nuova regola che nessuno stabilimento potrà trasferire trasformati bufalini fuori dalle proprie mura, e quindi la tracciabiità con la nuova disciplinare sarà garantita, abbiamo preso conto di una novità”, ha spiegato all’Agenparl Lucisano.

“Uno degli ultimissimi regolamenti della Commissione Europea è quello definito “pacchetto latte”, per altri prodotti si chiama “pacchetto qualità”. Nel pacchetto latte - spiega il direttore - che riguarda tutti i formaggi europei, identifica nei consorzi tutela i soggetti che potranno avere, se lo richiedono, la responsabilità di sovraintendere alla programmozione della produzione dei formaggi perchè l’Ue , a differenza dell’on. Barbato si preoccupa degli andamenti dei mercati e quanto accaduto in passato è stato molto dannoso per gli equilibri della filiera”.

“Abbiamo immaginato di poter servire ogni segmento di consumatore con il prodotto ideale e con le aspettative di ogni segmento - dice ancora -. Il consumatore tradizionale avrà il prodotto che ha sempre avuto, l’alta ristorazione e pizzaioli avranno il loro prodotto dedicato e di questo sono contentissimi”.

“La terza innovazione - aggiunge - è questa mozzarella di bufala campana dop con la sottodenominazione artigianale. Ad esempio il piccolo caseificio che non ha la capacità di servire la grande distribuzione, ha la chance di poter vendere di più con un prodotto artigianale, in cui è impressa una data di produzione e una di scadenza. Parliamo di un prodotto lavorato a mano e credo si tratti di un’opera meritoria”.

L’Ue nel consentire ai consorzi di programmare le produzioni cerca di allinearle con la domanda del mercato. Per evitare che ci siano degli scompensi e che ne possano soffrire gli allevatori che buttano via il latte o i trasformatori che non riescono a piazzare il prodotto al prezzo remunerativo. A differenza degli altri consorzi di tutela dei formaggi stagionati che hanno una leva fondamentale per programmare la stagionatura, con la mozzarella il discorso è diverso.

“Purtroppo per la mozzarella non si può fare - dice Lucisano -, perchè non si può stagionare. E quindi l’unico modo che abbiamo per creare un polmone che equilibri gli sbilanciamenti tra produzione di latte e produzione mozzarella di bufala campana dop, che sono abbastanza variabili, abbiamo deciso di consentire ai trasformatori di condizionare la propria cagliata una volta matura” sempre nel rispetto del requisito della tracciabilità.

Una scelta che consentirebbe di “evitare che i traformatori rifiutino il latte dell’allevatore quando non gli serve. Questo ha fatto scatenare l’inferno, quando i più avvantaggiati da questa regola sarebbero proprio gli allevatori perchè metterebbero i trasformatori nella condizione di non potergli dire di no quando portano il latte”, aggiunge il rappresentante del consorzio.

Si tratta, dunque, di una misura che non marchia negativamente la mozzarella di bufala campana dop e risponde alle esigenze degli operatori del mercato. Tanti gli accorgimenti introdotti negli anni e che hanno cercato di garantire la trasparenza del settore.

A tal proposito, il direttore ci spiega una differenza fondamentale per diffidare dalle imitazioni: “il prodotto non dop invece di mozzarella bufala campana si chiama mozzarella di latte di bufala, è una roba folle che nessun consumatore è in grado di riconoscere”.

“E rispetto a tutta questa situazione caotica - aggiunge - noi abbiamo detto basta e abbiamo preteso che il confezionamento avvenga in un certo modo, il marchio dop abbia certe dimensioni, anche quando viene prodotto per conto della grande distribuzione, il nome del produttore sia rigorosamente impresso sulla confezione con caratteri prestabiliti. Insomma abbiamo fatto un pò di ordine. Cosa che in questo paese dà molto fastidio - conclude - perchè si preferisce la confusione e la possibilità di creare scandali anche quando non ci sono”.

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