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Venerdì 12 Aprile 2013 10:03

PD: UN PARTITO PALESTRA, IL PROGETTO DI FABRIZIO BARCA

Scritto da  mca
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(AGENPARL) - Roma, 12 apr - Un partito palestra, dove "un aperto e governato conflitto sociale e la coesione attorno ad alcuni convincimenti generali parlino ai nostri sentimenti". E' il partito di Fabrizio Barca, ministro in carica per la Coesione Territoriale, che da ieri pomeriggio è tra gli iscritti del Pd e, sin da subito, non ha fatto attendere il suo apporto, inviando ai dirigenti, nonchè ad altri membri ed esponenti democratici, un documento di 46 pagine nate da una constatazione che per Barca è pressante, "senza una nuova forma partito non si governa l'Italia". E così, in un momento di forte disaffezione degli elettori nei confronti del mondo della politica, della sua caratteristica pregnante che è proprio la 'forma partito', Fabrizio Barca riparte proprio da quello, dal partito. "Serve un partito di sinistra saldamente radicato nel territorio. Serve un partito che torni, non solo ad essere strumento di selezione dei componenti degli organi costituzionali e di governo dello Stato, ma anche 'sfidante dello Stato stesso' attraverso l'elaborazione e la rivendicazione di soluzioni per l'azione pubblica''". Quello che sogna il ministro Barca e che suggerisce ai democratici è un partito di sinistra "scuola di vita" che offra lo spazio perchè ognuno impari qualcosa, confrontandosi sugli errori e, perchè no, anche cambiando posizione. La Rete, che propriodopo queste elezioni, ha preso la scena, forse quasi rubata, per Fabrizio Barca non è e non sarà mai sostitutiva dei partiti in quanto "interfaccia fra società e governo della cosa pubblica". Quello di Barca non è un partito diverso dal Pd, le sue sono solo delle aggiunte, delle caratteristiche che vorrebbe assumesse quello che da ieri è anche il suo di partito. "Non ci puo' essere democrazia senza dei partiti robusti che vivano non solo nelle stanze del governo, ma vivano nei territori - ha detto Barca questa mattina a Rainews 24". "Il bandolo della matassa sta proprio nei partiti - si legge ancora nel suo documento - Nel senso che solo una nuova forma partito può dare corpo alla costruzione di pubbliche decisioni che assicurino a noi italiani un buon governo, sfidando in maniera continua lo Stato in un processo costituzionalmente garantito". Il tutto però non senza l'aver individuato "nella perversa fratellanza tra una macchina dello Stato arcaica e autoreferenziale e partiti Stato-centrici l'aggravante peculiare della crisi italiana". Interrogativi, soluzioni, suggerimenti. Quelli che Fabrizio Barca ha incontrato nei suoi 16 mesi di rappresentante di Governo, sono gli stessi che oggi presenta al Pd, per dare il suo contributo ad una squadra, quella del Nazareno.

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