(AGENPARL) - Roma, 23 set - “Un momento importante, solenne, utile per ricordare ai giovani studenti dell’Isis ‘Carlo Alberto Dalla Chiesa’ l’importanza del valore della legalità e del rispetto della democrazia, attraverso una testimonianza eccezionale come quella della dottoressa Maria Falcone”. Con queste parole l’assessore all’Edilizia scolastica della Provincia di Viterbo, Giuseppe Fraticelli, ha aperto il suo intervento all’inaugurazione della sede unificata dell’istituto di Montefiascone, diretto dalla dirigente scolastica prof. Maria Rita Salvi, a cui ha partecipato anche la dottoressa Maria Falcone - sorella del magistrato ucciso dalla mafia nella strage di Capaci del 23 maggio 1992 -, presidente della “Fondazione Giovanni e Francesca Falcone”. Per il nuovo anno scolastico la Provincia di Viterbo ha riunito le classi dell’Isis “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Montefiascone in un complesso unico per tutti gli indirizzi della scuola, e l’assessore Fraticelli ha quindi voluto essere presente questa mattina alla cerimonia di inaugurazione dei nuovi locali della struttura. Riuniti nel cortile della scuola, gli studenti, i professori e la preside Salvi hanno accolto le autorità sulle note dell’inno d’Italia di Goffredo Mameli. “Quest’anno la Provincia ha fatto una scommessa, unificando qui tutte le classi e gli indirizzi dell’istituto ‘Dalla Chiesa’ – afferma l’assessore Fraticelli -. Ora bisogna vincerla: sta a noi amministratori rispettare gli impegni presi e sta a voi, studenti e docenti, darci il positivo riscontro di questa operazione. Sono molto lieto di iniziare questa avventura con una giornata dal grande valore simbolico, perché la presenza della dottoressa Falcone qui con noi oggi deve servire da stimolo a tutti, nel rispetto ognuno del proprio ruolo”. “Sono qui per voi – dichiara la sorella del giudice ucciso -, per seguire il mandato che mi ha lasciato Giovanni, quello cioè di girare per le scuole e di raccontare a voi giovani chi era lui. Giovanni, infatti, non va ricordato solo come magistrato antimafia, perché Giovanni Falcone era soprattutto un uomo, un cittadino italiano, che aveva impresso nel suo dna l’amore per lo Stato e per la democrazia. Questo, ragazzi, non lo dovete dimenticare, e sono molto felice di avervi visto attenti durante l’esecuzione dell’inno d’Italia, che ci rappresenta tutti e identifica il Paese che amiamo, per il quale tanti eroi sono morti”. “Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, ma anche Francesca Morvillo, gli altri magistrati uccisi, i ragazzi delle scorte – continua Maria Falcone – amavano più di ogni altra cosa l’Italia e la democrazia. Mio fratello aveva chiara nella sua mente la convinzione di una democrazia messa in pericolo dalla mafia. Per combatterla non sarebbe bastata la repressione, ma sarebbe stata necessaria una rivoluzione culturale. Ed è da voi che giovani che questa deve partire: quando tutte le scuole d’Italia mi hanno chiesto di venire a parlare con i ragazzi, ho capito che la mia era una strada segnata, che dovevo andare a dire ai giovani di credere nei nostri eroi e nelle loro idee”. “Oggi l’Italia è pronta a conoscere tutte le verità su quegli anni – aggiunge infine -, a capire che la mafia non è solo accumulare soldi con il malaffare, ma un’organizzazione vasta che mira a ottenere il potere inquinando le istituzioni. Voi ragazzi dovete essere le sentinelle del nostro Paese, dovete pensare a salvaguardare quell’Italia pulita e legale che vive per difendere la democrazia”. “Traiamo un monito importante dalla testimonianza di Maria Falcone – conclude Giuseppe Fraticelli -, facciamo sì che le sue parole ci restino nel cuore e nella testa anche in futuro. Ringrazio la dirigente scolastica e i docenti, le autorità presenti e voi ragazzi, ma voglio ringraziare soprattutto la dottoressa Falcone per essere qui con noi oggi a ricordarci che con la forza di volontà e il coraggio è possibile costruire insieme una più diffusa cultura della legalità e una società più giusta”.
Lo rende noto la Provincia di Viterbo.
