(AGENPARL) - Roma, 13 gen - “L’estrema destra detta legge a Roma e Alemanno tace. Come mai il sindaco non dice nulla su Carlo Giannotta, l’uomo iscritto nel registro degli indagati per il ferimento dell’ex militante dei Nar Francesco Bianco, avvenuto lo scorso 2 gennaio a Tivoli? Sia Bianco che Giannotta non sono affatto sconosciuti al primo cittadino della Capitale. Bianco è stato assunto all’Atac durante la gestione Alemanno e l’anno scorso si è contraddistinto per aver scritto delle invettive antisemite su Facebook. Un fatto che gli costò una sospensione cautelare di un paio di mesi dalla stessa azienda, dove poi è tornato tranquillamente. Giannotta, invece, è il responsabile della sede autonoma 'Acca Larentia', l’ex sezione dell'Msi molto frequentata in gioventù da Alemanno. Una volta diventato sindaco, poi, Alemanno non ha mancato di far sentire la sua vicinanza alla famiglia di Giannotta. Uno dei figli, nonostante una condanna per rapina negli anni ’90, è stato nominato responsabile del decoro urbano del Campidoglio, lo stesso ufficio che in questi anni ha avuto parecchio da fare nel cancellare le svastiche disegnate sui muri della città. Che dire poi di Casapound che questa mattina è stata perquisita dai carabinieri del Ros? Non dimentichiamo che la sede è stata ‘gentilmente’ concessa all’associazione dallo stesso Alemanno. Insomma, è ora che il sindaco faccia chiarezza su questi oscuri legami con l’estrema destra. La misura è colma e per il bene della città Alemanno farebbe meglio a fare gli scatoloni e uscire dal Campidoglio". Così in una nota il senatore Idv, Stefano Pedica.
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