



Get the Flash Player to see this player.




(AGENPARL) - Roma, 12 dic - "Alcuni giorni fa ho evidenziato ai mezzi di informazione la situazione di illegalità che esiste nelle mense di servizio di 51 enti dell’Aeronautica militare sprovviste della necessaria certificazione sanitaria che consentirebbe l’esercizio delle attività di confezionamento e distribuzione dei pasti al personale in servizio. Alla data del 16 settembre 2011 - secondo lo Stato Maggiore dell'Aeronautica militare - tra le 51 strutture con le mense prive di autorizzazione sanitaria risultavano esserci anche il Comando Aeronautica Militare di Roma (Comaer), il 4/o stormo di Grosseto, il Reparto Sperimentale Standardizzazione al Tiro Aereo di Decimomannu, il 41/o stormo di Sigonella, il 36/o stormo di Gioia del Colle, il comando dell'Aeroporto di Pratica di Mare, l'accademia di Pozzuoli. Non mi risulta che il vertice della Forza armata o lo stesso Ministro della difesa siano intervenuti per porre immediato rimedio a questa situazione che, a mio avviso, è il chiaro sintomo della gravità dello stato in cui versano le Forze armate, ormai private dell'essenziale pur di comprare nuovi armamenti. Il personale militare dell’Aeronautica, quello civile della Difesa e soprattutto quello Nato che opera in alcuni Reparti, non può continuare dover tollerare una simile situazione di illegalità e di potenziale pericolo per la salute e, quindi, mi auguro che anche le organizzazioni sindacali di base, presenti in tutti gli enti o reparti della Forza armata le cui mense risultino sprovviste delle regolari autorizzazioni sanitarie, si attivino immediatamente per chiederne la chiusura e fare le dovute segnalazioni alle autorità giudiziarie, già a cominciare da oggi, lunedì 12 dicembre." Lo dichiara, in una nota, Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).
(AGENPARL) - Roma, 04 nov - "Nelle settimane scorse La Russa e gli altri esponenti del PdL hanno sbandierato ai 4 venti l’arrivo del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) per il pagamento delle misure perequative (promozioni, indennità e assegni funzionali) per personale dei comparti Difesa e Sicurezza che il Governo ha voluto escludere dai disastrosi effetti della finanziaria del 2010 e ieri, 3 novembre, finalmente è stata diffusa la copia del decreto firmato lo scorso 27 ottobre". A dichiararlo, in un comunicato, è Luca Marco Comellini, segretario del Partito per la Tutela dei Diritti di Militari e Forze di Polizia. "Nonostante i roboanti comunicati dei Cocer , Carabinieri ed Esercito in testa, il decreto non dispone nulla riguardo all’effettivo pagamento ma rimanda sine die a successivi decreti ministeriali rendendo così evidente l'ennesima beffa ai danni degli uomini e donne in divisa. Questo è l'ennesimo bel regalo che questo Governo ha voluto fare ai cittadini in divisa ed è, forse, solo un caso che la notizia fino ad oggi tenuta accuratamente nascosta agli stessi appartenti ai comparti Difesa e Sicurezza sia arrivata durante la festa delle Forze armate. E' evidente che per il Governo, e in particolare il Ministro La Russa, che tanto si è vantato di questo decreto, è più importante continuare ad apparire piuttosto che essere e come abbiamo già abbondantemente visto preferisce sperperare le poche risorse di cui dispone in feste, concerti, teatrini e maserati, piuttosto che mantenere gli impegni presi con chi ogni giorno è pronto a mettere la propria vita al servizio del Paese. A questo punto - conclude Comellini - ci domandiamo se quei 505 milioni di euro siano mai esistiti oppure se, nella certezza dell’assoluta insufficienza dello stanziamento (servirebbero circa 2 miliardi di euro), il Presidente del Consiglio abbia voluto evitare di assumersi la responsabilità di stabilire lui stesso i criteri di pagamento e quindi abbia deciso di lasciare ai ministri e ai loro legulei l'impossibile soluzione del problema.”
(AGENPARL) - Roma, 27 set - "Questa volta è andata bene ma le modalità con cui è esplosa questa notte la bomba d'aereo a spoletta ritardata risalente alla seconda guerra mondiale esplosa nelle campagne tra P.S. Giorgio e Porto S. Elpidio, in località Casabianca, in provincia di Fermo, non lontano dalla linea ferroviaria adriatica, deve richiamare l’attenzione del Senato per giungere nel più breve tempo possibile all’approvazione definitiva del ddl 2892 (modifiche al d.lgs. 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro per la bonifica degli ordigni bellici) il cui iter è iniziato oggi presso l’11 Commissione permanente dopo l’approvazione da parte della Camera dei deputati lo scorso 7 settembre". E' quanto dichiara, in una nota, Luca Marco Comellini - segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di Polizia. (Pdm). "Il ddl in esame al Senato è il frutto di una proposta bipartisan pienamente condivisa, nella quale è confluita anche la proposta di legge (C. 3481) che il Pdm presentò tramite il deputato radicale Maria Antonietta Farina Coscioni per ridisciplinare in modo più rigoroso il settore bonifiche al fine di garantire un maggiore livello di sicurezza. L'unica norma che disciplinava le attività di bonifica degli ordigni bellici fu abrogata lo scorso 9 ottobre 2010 con l'entrata in vigore del Codice dell'Ordinamento militare da parte del Ministero della Difesa, è quindi urgente una rapida approvazione del ddl 2892 per consentire un’immediata ripresa delle attività di bonifica degli ordigni bellici sul territorio nazionale ed evitare - conclude Comellini - che altri incidenti si verifichino con effetti e conseguenze drammatiche a causa di ordigni “dormienti”.