(AGENPARL) - Roma, 17 gen - Il blocco dei tir sta provocando danni ingenti agli imprenditori agricoli siciliani con milioni di euro di merci a rischio che non arrivano a destinazione. E’ l’allarme della Coldiretti che denuncia “perdite che nessuno risarcirà” e ribadisce come l’aumento del costo dei carburanti non colpisce solo gli autotrasportatori e ma tutti i lavoratori siciliani e soprattutto gli agricoltori che nel giro di un anno hanno subito l’aumento spropositato dei costi di produzione. “Pur nella legittimità dello sciopero – affermano, in una nota, il presidente e il direttore della Coldiretti, Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione – riteniamo che quanto sta avvenendo si ripercuota solo sui tanti comparti produttivi che si reggono sul trasporto gommato. “La situazione si aggrava ogni ora di più perché ci sono accordi commerciali che rischiano di saltare per la mancata consegna. Bisogna trovare un soluzione che nell’ambito delle reali possibilità garantisca lo svolgimento del lavoro –aggiungono i vertici Coldiretti. Il settore agricolo è ampiamente penalizzato dalla crisi e dalle importazioni sempre più massicce”.
(AGENPARL) - Roma, 30 dic - Dopo il nuovo record raggiunto dalla benzina, l’aumento delle tariffe energetiche rischia di determinare un effetto valanga sulla spesa degli italiani. E' quanto afferma, in una nota, la Coldiretti in riferimento al rincaro del 2,7 per cento per la bolletta del gas e del 4,9 per cento per la luce comunicato dall’Autorità per l’energia elettrica. L’ aumento della spesa energetica in un momento di crisi ha un doppio effetto negativo perché - sottolinea la Coldiretti - riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l'agroalimentare. Se per le imprese agricole i costi in un anno sono già aumentati di 250 milioni di euro, per effetto del caro carburante, il costo dell'energia - conclude la Coldiretti - si riflette in tutta la filiera e riguarda sia le attività agricole a partire da quelle che necessitano di riscaldamento come le serre ma anche la trasformazione e la conservazione degli alimenti.
(AGENPARL) - Roma, 30 dic - Con il Capodanno salgono a quattrocentomila le presenze stimate in agriturismo per le feste di fine anno. E' quanto valuta la Coldiretti nel sottolineare che l’agriturismo tiene perché si dimostra una scelta coerente con il clima di austerità che ha penalizzato le vacanze per lunghi periodi e quelle all’estero. La tendenza ad ottimizzare il rapporto tra prezzo e qualità senza rinunciare al rispetto delle tradizioni ha spinto in molti – sottolinea la Coldiretti - a prenotare in agriturismo. Rilevante la presenza di giovani che trascorrono la notte più lunga dell'anno nella tranquillità delle campagne facendosi tentare dalle golosità gastronomiche tradizionali presenti sulle tavole imbandite degli agriturismi senza farsi sconvolgere dalle chiassose feste in piazza e dalle lunghe serate delle discoteche. La riscoperta della natura, ma soprattutto della voglia di stare insieme per comunicare, che il silenzio della campagna a tavola certamente favorisce, sembrano essere dunque - sostiene la Coldiretti - apprezzati anche dalle giovani generazioni che spesso in piccoli gruppi di amici scelgono gli agriturismi, che hanno adeguato la propria offerta alle nuove esigenze. A farla da padrone per il cenone di fine anno sono i piatti della tradizione. Se in Emilia Romagna la festa è accompagnata dagli immancabili tortellini, nelle tavole della Lombardia vincono i risotti mentre in Piemonte sono gli agnolotti a illuminare la tavola e gli spaghetti - sottolinea la Coldiretti - sono i più gettonati in tutto il Mezzogiorno, tranne in Sardegna dove è il momento dei classici gnocchetti. Da segnalare il ritorno della polenta, considerato un piatto povero ed economico anche se il costo varia di molto a seconda dei prodotti che l'accompagnano: carne al sugo, con formaggi, funghi e verdure o cacciagione. Molto presenti nei menu sono anche cotechini e zamponi che sono serviti in tavola insieme ad alle lenticchie chiamate a "portar fortuna". A differenza delle altre destinazioni l'alloggio in agriturismo - secondo la Coldiretti - viene solo raramente scelto ricorrendo alle agenzie di viaggio, mentre prevalgono nettamente la ricerca internet, guide o pubblicazioni specializzate e il passaparola informatico oltre che le precedenti esperienze personali. La scelta della vacanza in agriturismo - continua la Coldiretti - avviene infatti soprattutto attraverso internet con il passaparola informatico, ma anche grazie alla disponibilità di siti come www.terranostra.it dove è possibile prenotare una vacanza sulla base delle proprie esigenze anche di carattere economico.
Lo rende noto la Coldiretti.
(AGENPARL) - Roma, 21 dic - L’allungamento della vita di 2-3 anni per effetto della dieta mediterranea verificato da una ricerca svedese trova conferma pratica tra gli italiani che hanno una speranza di vita alla nascita tra i primi nel mondo con una media 78,8 anni per gli uomini e 84,1 per le donne. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare il risultato di una ricerca svedese che per quaranta anni ha monitorato la dieta di migliaia di settantenni della provincia di Goteborg. Pane, pasta, pesce, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari si sono dimostrati - precisa la Coldiretti - un elisir di lunga vita per gli italiani. Ma il futuro è preoccupante per effetto soprattutto del progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea a favore del consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero come le bibite gassate da parte delle giovani generazioni. Ben il 34 per cento dei piccoli cittadini italiani di 8 e 9 anni è lontano dal peso forma: oltre un milione e' sovrappeso (22,1 per cento del totale) e 400mila (11,1 per cento) sono obesi, secondo il monitoraggio effettuato dal progetto “Okkio alla salute”. Dall'indagine - conclude la Coldiretti - e' emerso che il 23 per cento dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura e che il 48 per cento assume quotidianamente bevande zuccherate e gassate. Lo riporta un comunicato della Coldiretti.
(AGENPARL) - Roma, 07 dic - Le importazioni di funghi freschi e refrigerati dalla Cina sono aumentate del 317 per cento nel 2011 e si stima che raggiungeranno i 40mila chili a fine anno. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat dei primi sette mesi dell’anno, in riferimento all’importante sequestro da parte del Corpo Forestale dello Stato di oltre 6mila confezioni di funghi porcini secchi (boletus edulis e relativo gruppo), pari a cinque quintali, provenienti principalmente dalla Cina, ma commercializzate come prodotto italiano. L’aumento delle importazioni di porcini dall’estero va imputato all’annata climatica sfavorevole per la raccolta in Italia del prelibato micelio. La fine dell’estate e l’autunno sono stati infatti senza pioggia mentre la nascita dei funghi che per essere rigogliosa richiede come condizioni ottimali - precisa la Coldiretti - terreni umidi senza piogge torrenziali e una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all'interno del bosco. La contraffazione provoca gravi danni al Made in Italy nell’agroalimentare dove secondo il primo Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia realizzato da Coldiretti e Eurispes il volume d’affari delle attività della criminalità organizzata nel settore agroalimentare, ammonta oggi a 12,5 miliardi di euro. Al danno economico in questo caso si aggiungono anche i rischi per la salute poiché la Cina nel 2010 ha conquistato il triste primato nel numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell’Unione Europea. Su un totale di 3.291 allarmi per irregolarità ben 418 (13 per cento) - conclude la Coldiretti - hanno riguardato la Cina per pericoli derivanti dalle contaminazioni dovute sopratutto a materiali a contatto con gli alimenti, sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti.
Lo rende noto la Coldiretti.
(AGENPARL) - Roma, 06 dic - I dati definitivi del 2011 non ci sono ancora, ma in Lombardia la “grande fuga” per andare in pensione è iniziata l’anno scorso quando si registrò un aumento del 16,46 delle domande, per un numero totale di 118.894. Il boom si è concentrato in particolare nel secondo semestre del 2010 – spiegano i tecnici della Coldiretti Lombardia - per il timore di eventuali blocchi o di cambiamenti della normativa. Che infatti ci sono stati. Degli oltre 118 mila che nel 2010 sono andati in pensione, oltre 77 mila sono lavoratori dipendenti, 29 mila artigiani e commercianti, quasi 7.900 lavoratori parasubordinati e 4.453 coltivatori diretti. Con quest’ultima infornata, l’anno scorso il numero dei pensionati in Lombardia è arrivato a quota 3.126.768, di cui circa due milioni per ex lavoratori dipendenti, mezzo milione per artigiani e commercianti, 148 mila per agricoltori e quasi 64 mila per ex lavoratori parasubordinati. A livello regionale l’importo medio dell’assegno mensile è pari a 891 euro, ma si va dai 1.053 euro (sempre medi) dei lavoratori dipendenti ai 127 euro dei parasubordinati, passando dai 790 euro dei commercianti agli 868 degli artigiani e ai poco più di 600 euro dei contadini. Naturalmente – spiega Coldiretti Lombardia – si tratta di valori che fanno la media fra trattamenti diversi. Ogni anno almeno 50 mila persone – aggiunge la Coldiretti Lombardia – si rivolgono ai nostri uffici Epaca provinciali che in modo gratuito e in tempo reale con un semplice click al computer, offrono chiarimenti sulla pensione, sui contributi e su tutto quello che riguarda la vita lavorativa, con accesso diretto alle banche dati degli enti di previdenza tramite password dedicate. E a volte ci sono anche delle sorprese positive, come per quell’uomo a cui l’Inps ha liquidato centomila euro lordi, più mille euro al mese per tutta la vita, frutto di vent’anni di lavoro della moglie, deceduta nel 2003. O come i 55 mila euro, più 460 al mese, che l’istituto delle pensioni ha riconosciuto a una 76enne della provincia di Mantova per i contributi versati quando lavorava come bracciante agricola. Lo rende noto l'ufficio stampa della Coldiretti Lombardia
(AGENPARL) - Roma, 05 dic - “Nessuno come noi agricoltori sa bene cosa siano i sacrifici e come il contributo al bene del Paese rappresenti un dovere per tutti. Noi non ci tiriamo indietro, ma equità e misure per la crescita devono riguardare anche il nostro settore, e queste misure nella manovra ancora non ci sono”. E’ quanto ha affermato, in una nota, il presidente della Coldiretti Sergio Marini in riferimento alla manovra presentata al Parlamento. Abbiamo consegnato per questo - ha continuato Marini - al presidente del Consiglio Mario Monti alcune nostre proposte, idee anche a costo zero, per una filiera agricola più trasparente, più competitiva, piu’ rispettosa di tutti e dove il bene terra, se utilizzato come fattore della produzione in una impresa agricola merita un trattamento fiscale ben diverso da quello riservato a fondi agricoli speculativi o per fini hobbistici. Queste correzioni - ha concluso Marini - sono necessarie in quanto equità e crescita sostenibile sono i nuovi beni comuni ai quali il nostro Paese non può permettersi di rinunciare soprattutto in un settore strategico del made in italy".
(AGENPARL) - Roma, 02 dic - Il prosecco conquista gli Stati Uniti dove aumentano del 31 per cento le bottiglie di spumante Made in Italy esportate nel 2011. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti, sulla base dei dati relativi ai primi otto mesi dell’anno. E’ dunque particolarmente importante per la produzione nazionale la stretta nei confronti delle contraffazioni messa in atto con la notifica di modifica degli allegati dell'accordo tra la Comunita Europea e gli Stati Uniti d'America sul commercio del vino che riconosce il Prosecco DOC (e superiore DOCG). Con un aumento record del 24 per cento nelle bottiglie spedite all’estero lo spumante italiano batte lo champagne nel mondo dove la maggioranza dei brindisi delle feste di fine anno saranno Made in Italy, grazie proprio alle performance realizzate in pochi anni soprattutto dal prosecco che rappresenta - conclude la Coldiretti - oltre la metà dello spumante prodotto in Italia.
Lo comunica Coldiretti.
(AGENPARL) - Roma, 02 dic - “A Legambiente ci uniscono le molte battaglie comuni, dal no agli ogm e al nucleare fino alla richiesta di una etichettatura dei cibi trasparente e la difesa dei piccoli centri delle campagne”. E’ quanto ha affermato, in una nota, il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel suo intervento alla IX Assemblea di Legambiente. "Ci siamo incontrati - ha sostenuto Marini - nell’impegno per la sicurezza ambientale e alimentare a difesa delle imprese agricole e dei cittadini nell’interesse dell’intero Paese. Con il nostro lavoro insieme siamo riusciti a promuovere un nuovo stile di consumo piu’ responsabile anche se molto resta da fare - ha concluso Marini - per affermare un modello di sviluppo piu’ sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale".
(AGENPARL) - Roma, 14 nov - "Il lavoro dei sommelier contribuisce soprattutto all’estero a spingere la crescita del vino Made in Italy nel mondo dove le esportazioni hanno fatto segnare un aumento record del 16 per cento nel primo semestre del 2011." E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare la consegna a Gabriele Del Carlo, sommelier presso il Restaurant Le Cinq di Parigi, del premio per “il 'Miglior Sommelier d'Italia 2011' dell'Ais (associazione italiana sommelier) e del Consorzio del Franciacorta. La diffusa presenza di sommelier italiani all’estero ha favorito la presenza del vino Made in Italy sulle tavole straniere dove – sottolinea la Coldiretti - nel 2011 si è bevuto piu’ vino italiano che in Italia. La Coldiretti stima in quasi 23 milioni gli ettolitri di vino bevuti all’estero a fronte di un consumo nazionale di poco inferiore ai 21 milioni di ettolitri. Il successo del vino italiano all’estero è suggellato dal fatto che nel 2011 le esportazioni di vino italiano hanno superato nel 2011 quelle della Francia che si è fermata ad appena 14 milioni di ettolitri di vino esportato. Il risultato è particolarmente significativo poiché secondo le stime mondiali per il 2011 fornite dall'Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv) in Francia nel 2011 - sottolinea la Coldiretti - sono stati prodotti 49,6 milioni di ettolitri, equivalenti a un aumento del 9 per cento mentre l’Italia con il minimo storico di 42,2 milioni di ettolitri ha perso il 13 per cento e retrocede quindi al secondo posto. Il forte calo nelle quantità di vino prodotto in Italia è stato accompagnato nel 2011 da un miglioramento qualitativo.
Lo si legge in una nota della Coldiretti.