(AGENPARL) - Roma, 30 set - "L’aumento delle tariffe energetiche è gravoso non solo per le famiglie ma anche per le imprese a partire da quelle che necessitano del riscaldamento come quelle florovivaistiche". E' quanto afferma, in una nota, la Coldiretti in riferimento al rincaro del 5,5 per cento per la bolletta del gas comunicato dall’Autorità per l’energia dal primo ottobre. "Il risultato – sottolinea la Coldiretti - è un aumento preoccupante dei costi di produzione che in agricoltura fanno segnare nel 2011 una crescita media del 5,1 per cento con punte del 18 per cento per i mangimi e del 6 per cento per i carburanti agricoli a giugno. L’ aumento della spesa energetica in un momento di crisi ha un doppio effetto negativo perché - sottolinea la Coldiretti - riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l'agroalimentare. Il costo dell'energia - conclude la Coldiretti - si riflette infatti in tutta la filiera e riguarda le attività agricole, ma anche la trasformazione e la conservazione degli alimenti".
(AGENPARL) - Roma, 30 set - "Per salvare le piante da frutta dallo stress provocato dal caldo torrido e dall’assenza di pioggia al nord è stato necessario ricorrere straordinariamente all’irrigazione di soccorso per kiwi, mele e pere in un mese in cui normalmente l’acqua è garantita dal cielo". E’ quanto afferma, in una nota, la Coldiretti nel commentare le analisi del presidente della Societa' meteorologica italiana Luca Mercalli secondo il quale il mese di settembre si classifica come il piu' caldo degli ultimi 150anni. "In molte aree - sottolinea la Coldiretti - è stato necessario allungare il periodo di irrigazione per non perdere le colture in un autunno del tutto anomalo dal punto di vista meteorologico che sta mettendo a rischio le produzioni abituali di stagione. La necessità di una operazione di irrigazione del tutto straordinaria - conclude la Coldiretti - comporta un aggravio di costi per gli agricoltori in una situazione già difficile .dal punto di vista economico".
(AGENPARL) - Roma, 28 set - "Viene incontro alle esigenze espresse dalle imprese agricole la risoluzione che impegna il Governo a prorogare il termine previsto per la presentazione delle domande di variazione della categoria catastale ai fabbricati rurali". E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l'approvazione all'unanimita' della risoluzione da parte della Commissione agricoltura del Senato.
(AGENPARL) - Roma, 28 set - "L’Italia nel 2011 non ha importato alcun tipo di meloni dagli Stati Uniti e di conseguenza la produzione attualmente in vendita sul mercato nazionale è da considerarsi sicura". E’ quanto afferma la Coldiretti, in un comunicato, nel commentare il bilancio dell’infezione alimentare da listeria dovuta ai meloni che ha colpito gli Stati Uniti in Colorado provocando almeno 13 morti e 72 intossicati. "Secondo gli specialisti del Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (Cdc) statunitense, il numero delle vittime - riferisce la Coldiretti - è destinato a salire dal momento che il periodo di incubazione può durare 4 o più settimane. Nessun rischio corrono comunque i consumatori italiani perché - conclude la Coldiretti - la produzione Usa non è presente sul mercato nazionale dove è invece possibile acquistare l’ottima produzione nazionale di meloni".
(AGENPARL) - Roma, 28 set - L’edizione 2011 del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti con la collaborazione dello studio Ambrosetti, si terrà a Villa d’Este a Cernobbio, sul lago di Como, dal 21 al 22 ottobre. Il Forum, giunto all’undicesima edizione, costituisce l’appuntamento annuale del settore che riunisce i maggiori esperti, opinionisti, ed esponenti del mondo accademico nonché rappresentanti istituzionali, responsabili delle forze sociali, economiche, sindacali e politiche nazionali ed estere. Al centro dei lavori della due giorni il contributo del made in Italy agroalimentare alla crescita del Paese con la presentazione di studi, esperienze concrete ed esposizioni innovative. L’edizione di quest’anno si apre alle ore 10,00 di venerdi’ 21 ottobre con la presentazione della prima indagine sull’impatto della crisi su consumi, qualità e sicurezza dei cibi acquistati dagli italiani, elaborata dalla Coldiretti in collaborazione con l’Swg.
(AGENPARL) - Roma, 27 set - "Anche nel 2011 l’agricoltura con un aumento del 4,5 per cento è il settore che fa segnare la maggiore crescita occupazionale nelle regioni del mezzogiorno a fronte di un crollo dell’industria del 2,7 per cento". E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al primo trimestre del 2011, in riferimento al rapporto Svimez che nel 2010 evidenzia che l’agricoltura è l’unico settore al sud in cui crescono gli addetti (+8100 unità). "Si tratta di una tendenza positiva che - sottolinea la Coldiretti - è confermata anche nell’anno in corso durante il quale si registra in agricoltura un aumento del 3,5 per cento dei lavoratori indipendenti e di ben il 5,2 per cento di quelli dipendenti nel primo trimestre rispetto alo stesso periodo del 2010. L'agricoltura può quindi - precisa la Coldiretti - lanciare, giocare e vincere la scommessa dello sviluppo, ma è necessario integrare il concetto di prodotto agricolo, costruendo un percorso di “sviluppo alimentare” per il Paese fondato sull'identità e sul legame con il territorio. Tutto il contrario - conclude la Coldiretti - delle troppe cattedrali nel deserto, che crollano al venir meno del sostegno pubblico".
(AGENPARL) - Roma, 26 set - Se gIi effetti stagionali dell’aumento della temperatura sono da tutti immediatamente percepibili, i cambiamenti climatici stanno provocando effetti piu’ strutturali con la migrazione dei prodotti tipici verso nord che in Italia si sta già verificando con un significativo spostamento della zona di coltivazione tradizionale di alcune colture come l'olivo che è arrivato quasi a ridosso delle Alpi e nella Pianura Padana dove si coltivano grandi quantità di pomodoro e di grano duro per la pasta. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti dell’aumento di 1,5 gradi di temperatura in Europa negli ultimi cinquanta anni evidenziati da un gruppo di ricercatori dell' Istituto di Scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) di Bologna e dell' Universita' degli studi di Milano, con una ricerca pubblicata su Geophysical Research Letters. Secondo alcuni ricercatori persino lo champagne si è dovuto inchinare ai cambiamenti climatici spostandosi nel sud dell’Inghilterra, ma gli effetti delle temperature più alte si vedono anche – sostiene la Coldiretti - in termini di aumento della gradazione dei vini nostrani. Un effetto che si estende in realtà a tutti i prodotti tipici. Il riscaldamento provoca infatti anche - precisa la Coldiretti - il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura dei salumi, per l'affinamento dei formaggi o l'invecchiamento dei vini. Una situazione che di fatto - conclude la Coldiretti - mette a rischio di estinzione il patrimonio di prodotti tipici Made in Italy che devono le proprie specifiche caratteristiche “essenzialmente o esclusivamente all'ambiente geografico comprensivo dei fattori umani e proprio alla combinazione di fattori naturali e umani”.
(AGENPARL) - Roma, 26 set - Monta la protesta contro chi sfrutta il nome di uno dei più popolari formaggi italiani per vendere prodotti che con le stalle e il latte del Belpaese non hanno nulla a che fare. Questa mattina a Milano, durante la presentazione della campagna informativa “Gusta la qualità” è stato il Direttore del Consorzio del Grana, Stefano Berni, a scagliarsi contro i similgrana “che nascono in Stati dove si pagano gli operai un decimo rispetto a noi e dove la materia prima costa la metà. E gli industriali italiani che lo fanno non si vergognano di vendere i loro formaggi usando nomi che imitano il vero Grana Padano. Il consumatore non viene informato e non esiste una legge che imponga di indicare da dove arriva la materia prima e dove viene lavorata”.
I similgrana – spiega Coldiretti Lombardia - sottraggono un valore di quasi 600 milioni ai due miliardi e mezzo di euro del mercato del vero Grana Padano, un formaggio Dop che raccoglie quasi la metà delle 4 milioni e mezzo di tonnellate di latte munte in Lombardia. Il vero Grana nasce dalla materia prima fornita da 5.800 stalle italiane e viene distribuito in 4 mila punti vendita, con investimenti di 7 milioni di euro su qualità, trasparenza di lavorazione e sicurezza alimentare.
Nel frattempo – denuncia il Consorzio del Padano Dop – i similgrana prodotti in Polonia, Estonia, Lituania, Repubblica Ceca, Ucraina e Ungheria continuano a sfruttare l’assonanza con il nome originale e l’assenza dell’obbligo di indicare l’origine della materia prima utilizzata, un rischio che aumenta con le confezioni di grattugiato.
Proprio lo scorso luglio – ricorda la Coldiretti Lombardia - il Nucleo antifrodi dei carabinieri aveva sequestrato fra Cremona e Parma 4.800 confezioni di formaggio grattugiato con etichette che riportavano una dizione “falsamente evocativa” della Dop Parmigiano Reggiano. Mentre nell’estate del 2010 furono trovate 2.800 forme di Grana Padano prodotte con latte di origine sconosciuta e marchiate con il simbolo del Consorzio grazie a uno stampo “tarocco” ottenuto grazie a un lettore laser.
(AGENPARL) - Roma, 14 set - "Ora che è stato sventato il blitz per fare arrivare sulle tavole degli italiani lo yogurt senza latte senza alcuna informazione in etichetta, ci sono tutti gli elementi per decidere nel vero interesse dei produttori e dei consumatori". E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’audizione della Commissione Agricoltura della Camera sul tentativo di modificare le norme per consentire l’utilizzazione della polvere, in sostituzione del latte vero, per la produzione di un alimento naturale come lo yogurt, sul quale dovrà ora esprimersi definitivamente la prossima settimana.
"Si tratta di un parere per modificare - spiega la Coldiretti - la Legge del 11 aprile 1974, n. 138 che riguarda “Norme concernenti il divieto di ricostituzione del latte in polvere per l'alimentazione umana”. L’allarme lanciato dalla Coldiretti è stato positivamente raccolto e il blitz a danno dei consumatori e dei produttori per ora sventato. La modifica della norma viene giustificata con la necessità di ridurre i costi di trasporto, poiché la polvere occupa meno spazio del latte fresco, senza considerare tuttavia - denuncia la Coldiretti - il forte impatto che ha sulle caratteristiche qualitative del prodotto in vendita. Un danno per i consumatori e per i produttori perché - sostiene la Coldiretti - si consente di utilizzare polvere di latte a basso prezzo importata da paesi a extracomunitari invece del buon latte fresco delle campagne italiane".
"Un effetto molto probabile se si considera che sono stranieri tre dei primi quattro produttori che coprono il 60 per cento del mercato nazionale dello yogurt. Peraltro - continua la Coldiretti - i consumatori non hanno alcuna possibilità di distinguere in etichetta il prodotto industriale ottenuto dalla polvere di latte da quello tradizionale. L’inganno è ancora piu’ grave poiché - sostiene la Coldiretti - le vendite di yogurt crescono in modo costante soprattutto nei consumi delle giovani generazioni che vedono questo prodotto caseario come un alimento salutistico. Ogni italiano ne consuma in media 7 chilogrammi all’anno e nel primo semestre del 2011 nonostante la crisi le quantità acquistate dalle famiglie italiane sono cresciute dell’uno per cento, in controtendenza rispetto all’andamento generale secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea Ac Nielsen".
"Considerando che - riferisce la Coldiretti - occorrono 1,2 chili di latte fresco per ottenere un chilo di yogurt la sua sostituzione con la polvere puo’ arrivare a far consumare fino a 360 milioni di chilogrammi di latte italiano in meno in un anno, secondo i calcoli della Coldiretti. Il tentativo di colpo di mano - sostiene la Coldiretti - è purtroppo solo l’ultimo capitolo di un processo che ha già portato a profondi cambiamenti sulle tavole degli italiani all’insaputa dei consumatori. Per effetto della normativa comunitaria e nazionale è già possibile vendere sul mercato il vino “senza uva” ovvero ottenuto dalla fermentazione di frutta, dai lamponi al ribes, ma anche il formaggio “senza latte” sostituito parzialmente dalla caseina e dai caseinati per ottenere formaggi a pasta filata, mentre una legge nazionale prevede che le bevande al gusto di agrumi possono essere colorate a condizione che esse - sottolinea la Coldiretti - contengano appena il 12 per cento di succo di agrumi vero. Una tendenza che purtroppo si va affermando sotto la spinta di Paesi che non possono contare su una agricoltura forte come quella italiana e che - conclude la Coldiretti - occorre contrastare perché inganna i consumatori, danneggia i produttori, mette a rischio la qualità dell’alimentazione e la salute stessa dei cittadini".
(AGENPARL) - Roma, 09 set - L’aumento dell’Iva dal 20 al 21% previsto dalla manovra finanziaria sui beni di consumo, tra i quali alcuni generi alimentari, non passerà inosservato, gli effetti si faranno sentire anche su un settore come quello vitivinicolo, che è una voce di primaria importanza per l’economia piemontese. “I numeri parlano da soli: le oltre ventimila aziende vitivinicole presenti sul territorio danno lavoro a 60 mila addetti, senza contare l’indotto. La produzione regionale è di circa 3 milioni di ettolitri di vino per un valore che oltrepassa i 500 milioni di euro all’anno - commentano Paolo Rovellotti e Bruno Rivarossa, rispettivamente presidente e direttore di Coldiretti Piemonte -. L’incremento dell’Iva in particolare, per il settore vitivinicolo, nella nostra regione, rappresenta un importo di quasi 5 milioni di euro. Si va a colpire un bene di consumo quotidiano, che fa parte della dieta mediterranea e nulla a che vedere con i generi alimentari c.d. di lusso e i superalcoolici. Il rischio per la vitivinicoltura piemontese è quello di pagare un conto davvero salato”. Conclude Rivarossa: “Tutto ciò si aggiunge al fatto che il settore soffre già da tempo delle campagne denigratorie ingiustificate che mettono il vino sullo stesso piano dei superalcoolici, dimenticando che fa parte della nostra cultura e che un uso consapevole ha effetti benefici sulla salute”. Così si legge in un comunicato stampa della Coldiretti Piemonte.