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(AGENPARL) - Roma, 08 mar - Bene i controlli contro i falsi prodotti Made in Italy. A dirlo è la Coldiretti di Milano e Lodi dopo il blitz del nucleo antifrodi dei carabinieri di Parma che ha portato al sequestro di oltre 7 mila chili di falso Parmigiano e Grana Padano Dop in tre aziende delle province di Modena, Reggio Emilia e Lodi. Sempre nell’ambito della stessa indagine, i carabinieri hanno scoperto anche 2.400 prosciutti presentati come Dop ma che in realtà potevano essere classificati solo come prodotti generici. “Ogni anno nel mondo il falso Made in Italy vale circa 50 miliardi di euro e riguarda tre prodotti su quattro messi in commercio nel mondo come tesori del nostro agroalimentare – spiega Carlo Greco, Direttore della Coldiretti di Milano e Lodi – vengono taroccati i nomi, oppure le confezioni con figure e colori che ricordano il Bel Paese e in alcuni casi vengono addirittura usate le denominazioni originali. Insomma una giungla alla quale la nuova legge sull’etichettatura obbligatoria speriamo metta un freno e dia ai consumatori e agli agricoltori una nuova arma di difesa”. Per garantire la trasparenza dell’origine e dei prodotti la Coldiretti sta realizzando una filiera agricola italiana composta da oltre ventimila punti di offerta al consumatore composta da spacci aziendali, farmers’ market, agriturismi e consorzi agrari.

Lo rende noto la Coldiretti.

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Giovedì 03 Marzo 2011 17:42

COLDIRETTI: UNCI, SU ADESIONE DI AICOOP

Stando a quanto reso noto a mezzo stampa la Coldiretti avrebbe “rafforzato la propria presenza nella rappresentanza della cooperazione”. Nel merito della notizia il Presidente UNCI (Unione Nazionale Cooperative Italiane), Paolo Galligioni ritiene di dover avanzare alcune precisazioni. La presenza di Coldiretti nel sistema della rappresentanza cooperativa era già stato avviato con l’accordo politico-strategico siglato con UNCI nel luglio 2009. Desta sorpresa il fatto che in questa circostanza tale accordo non venga neppure citato. Sta di fatto che le cooperative aderenti ad AICOOP non aderiscono ad UNCI e certamente non potranno trovare all’interno di Coldiretti - tutela, vigilanza e rappresentanza – attività queste di esclusiva competenza delle associazioni di settore giuridicamente riconosciute. Si prende atto che l’assemblea di AICOOP ha anche provveduto ad eleggere alla presidenza il Vicepresidente Nazionale di Coldiretti Mauro Tonello, che – giova ricordare – in virtù degli accordi assunti con UNCI è formalmente anche Presidente di ASCAT-UNCI-COLDIRETTI (Associazione di settore del comparto agricolo ed agroalimentare di UNCI).

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(AGENPARL) - Roma, 03 mar - Si è tenuto, presso la sede della Coldiretti un incontro con il Dott. Eugenio Milionis, presidente del Consorzio Allevasini, con gli allevatori di asini della Provincia di Salerno. L’incontro ha avuto come obiettivo, di portare a conoscenza degli allevatori delle possibilità che il Consorzio offre agli associati, in particolare sulla raccolta e commercializzazione del latte. I vantaggi che l’adesione al Consorzio offre sono stati apprezzati dai numerosi allevatori presenti, che intravedono una modalità importante di commercializzazione, oggi ferma ancora ad un circuito esclusivamente di vendita diretta in azienda. Proprio sotto il profilo della commercializzazione il Dott.Milionis ha riferito dei contatti, a livello nazionale, con la Fondazione Campagna Amica per una eventuale partecipazione ai Mercati Coldiretti da parte del Consorzio. Il latte di asina, inoltre, si presta ad essere utilizzato liofilizzato, per la sua scadenza triennale, sia al trasporto in mercati lontani che in cosmesi. Una serie di opportunità concrete che in tempi brevi avranno sicuramente uno sviluppo positivo data la disponibilità manifestata dagli allevatori, e che potrà significare un volano interessante sia per la provincia di Salerno ma anche per tutto il sud, per un settore ancora poco conosciuto.

Lo rende noto la Coldiretti Salerno.

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(AGENPARL) - Roma, 02 mar - E’ stata emanata la circolare che definisce le modalità di presentazione delle domande e delle istruttorie per l’assunzione di 60 mila immigrati stagionali previsti dall’ultimo decreto flussi. Nel renderlo noto, la Coldiretti sottolinea che “la circolare congiunta del Ministero dell’interno e del Ministero del lavoro e politiche sociali prevede la possibilità di iniziare immediatamente il caricamento delle domande”. Il decreto riguarda nella nostra provincia quasi due mila lavoratori stagionali impegnati nelle operazioni di raccolta, specialmente di meloni e angurie, pesche, pere, uva, insalata, ecc. Le richieste possono essere inviate solo per via informatica, come in passato, ma “tra le novità - sottolinea l’ufficio dipendenti della Coldiretti virgiliana - si segnala la possibilità di rilascio di un nulla osta pluriennale, per lavoro subordinato stagionale, per chi ha già lavorato per due anni in Italia. Si tratta di un segnale importante, sia per gli immigrati che per le imprese agricole, assuntrici della maggior parte di questi stagionali”. L’agricoltura è infatti il settore con le maggiori opportunità occupazionali per questi lavoratori, indispensabili nello svolgimento della generalità delle lavorazioni stagionali. Secondo rilevazioni della Coldiretti, “la presenza di lavoratori stranieri impegnati in agricoltura ha superato in Italia le 100 mila unità, in aumento del 2 per cento sull’anno scorso, e rappresenta oltre il 9 per cento della forza lavoro agricola complessiva. Fra i neocomunitari prevalgono rumeni, slovacchi e polacchi. Tra gli extracomunitari si stabilizza il numero di albanesi e dell’ex Jugoslavia, mentre aumentano gli asiatici (India) e i nordafricani (Marocco)”.

Lo rende noto Coldiretti Mantova.

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(AGENPARL) - Roma, 02 mar - Oggi 2 marzo 2011 dalle 16 alle 18 presso la sede di Coldiretti Lombardia in via Filzi 27 a Milano vertice fra l’assessore regionale all’agricoltura Giulio De Capitani e i rappresentanti della Coldiretti Lombardia e delle federazioni provinciali su nuove regole per sviluppare il sistema delle bioenergie in Lombardia e su come risolvere il problema dei nitrati che rischia di far chiudere centinaia di allevamenti.

Lo rende noto Coldiretti Lombardia.

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(AGENPARL) - Roma, 28 feb - Si è riunito presso la Coldiretti del Piemonte il Gruppo di lavoro specializzato nel settore risicolo nell’ambito dell’Osservatorio regionale mercati con il coordinamento del presidente della Coldiretti di Vercelli-Biella Paolo Dellarole. Nella riunione di lunedì 28 febbraio il gruppo di lavoro sulla risicoltura ha analizzato il comparto piemontese che fa perno attorno alle quattro province di Vercelli, Biella, Novara e Alessandria, dove sono complessivamente coltivati 121.500 ha. “Coldiretti ritiene utile promuovere iniziative a livello economico – dice Paolo Dellarole - per dare concretezza alla Filiera Agricola tutta Italiana anche nel settore risicolo. Sin dai prossimi giorni verranno presi gli opportuni contatti con le riserie artigianali e industriali per siglare accordi di filiera. Per questo fine è stata studiata una bozza di contratto il cui obiettivo non è solamente la pur importante tutela economica del produttore, ma quella di premiare gli imprenditori che puntano sull’ottenimento di un riso di qualità. Coldiretti Piemonte auspica che la nuova dirigenza dell’Ente Risi sappia perseguire gli stessi nostri obiettivi nell’intento di dare vere e concrete risposte economiche agli imprenditori risicoli”. Relativamente all’ andamento del mercato italiano l’Osservatorio Mercati di Coldiretti Piemonte ha rilevato che con le 36.176 tonnellate di questa settimana, di cui 14.083 di Lunghi A, 11.199 di Lunghi B, 9.724 di Tondi e 1.170 di Medi, il totale delle vendite dei produttori si è attestato a 944.968 tonnellate che corrispondono al 58,5% della disponibilità vendibile. Le vendite dei Lunghi A e dei Lunghi B si collocano al 60% della disponibilità, mentre quelle dei Tondi sono di poco superiori al 56%. E ora un accenno al mercato europeo. Complessivamente, i flussi in entrata risultano in calo di 36.683 tonnellate (-9,2%), con un calo dell’11% del riso semi-greggio ed un calo del 7,2% del riso lavorato. Hanno ripreso vigore le esportazioni che nell’ultima settimana hanno fatto registrare richieste di titoli per 5.754 tonnellate, base lavorato. Rispetto alla scorsa campagna risultano maggiori esportazioni per 28.503 tonnellate, essendo passate da 69.083 a 97.586 tonnellate.

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(AGENPARL) - Roma, 23 feb - Carne, salumi frutta, verdura, formaggi, miele, marmellate, vini e riso direttamente dal produttore al consumatore: è questa la rete che Campagna Amica sta costruendo in Lombardia con una crescita media mensile, da giugno 2010 a oggi, di oltre il 30 per cento. Ogni giorno viene accreditato almeno un punto Campagna Amica – spiega la Coldiretti Lombardia – entro la fine di febbraio saranno 260 ed entro l’anno diventeranno 900. Le province attualmente in testa alla classifica sono Bergamo, Brescia, Milano e Pavia. “La crescita che stiamo registrando – spiega Nino Andena, Presidente di Coldiretti Lombardia – è la dimostrazione che gli agricoltori credono nel progetto di una filiera agricola italiana in grado di accorciare i passaggi dal produttore al consumatore per offrire alle famiglie nuove opportunità di spesa alimentare legata alla qualità, alla sicurezza e alla trasparenza dell’origine”. Un consenso che sta coinvolgendo anche i farmers’ market che hanno già superato “quota 80” e che entro il 2011 si preparano a diventare 110 in tutta la Lombardia. I consumatori che si rivolgono agli agricoltori per i loro acquisti alimentari hanno in media 40 anni, la metà sono donne e oltre al prezzo guardano la qualità del prodotto e le modalità di preparazione e conservazione. In termini di quantità, nella borsa della spesa agricola tipo (circa 23 euro) pesano di più le verdure, mentre in termini di valore protagonisti sono carne, formaggi e salumi.

Lo rende noto Coldiretti. 

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Mercoledì 23 Febbraio 2011 10:59

OGM: COLDIRETTI, IL BIOTECH IN EUROPA FA FLOP

(AGENPARL) - Roma, 23 feb - Calano del 3 per cento i terreni seminati con organismi geneticamente modificati (ogm) in Europa nel 2010 a conferma della crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che gli agricoltori europei stanno abbandonando, anche nei Paesi dove è ammessa, poiché nel coltivare prodotti transgenici non c’è neanche convenienza economica. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che dall’analisi del rapporto annuale 2010 dell’ “International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications” (ISAAA) emerge che la superficie ogm in Europa nel 2010 si è ridotta a 91.643 ettari dei quali 91.193 coltivati a mais bt e 450 con patata “amflora” da seme autorizzata nel corso dell’anno dall’Unione Europea. Su un totale di 27 paesi dell’Unione Europea - sottolinea la Coldiretti - solo in 8 sono stati coltivati prodotti Ogm ed in particolare in cinque paesi è stato seminato solo mais (Spagna dove si trova quasi l’80 per cento del terreno seminato con ogm in Europa, Romania, Slovacchia, Portogallo e Polonia), in due solo patata (Germania e Svezia) e in Repubblica Ceca sia il mais che la patata. Sembra irreversibile dunque - sottolinea la Coldiretti - il trend negativo che aveva già portato nel 2009 ad una riduzione delle semine biotech in Europa con 94.750 ettari coltivati in calo del 12 per cento rispetto all’anno precedente, per effetto della crescente diffidenza degli agricoltori nei confronti di una tecnologia considerata vecchia, insicura e svantaggiosa dal punto di vista economico. Il fatto che, anche dove è possibile la coltivazione, gli agricoltori riducano le semine è la concreta dimostrazione che - sostiene la Coldiretti - per gli ogm attualmente in commercio non c’è quella miracolosa convenienza economica che le multinazionali e i loro “tifosi” propagandano. Tutt’altro, a tredici anni dalla loro introduzione in Europa, le coltivazioni biotech sono in calo per il secondo anno consecutivo e rappresentano appena lo 0,05 per cento perché, di fatto, non sono riuscite a trovare un mercato, vista la persistente contrarietà dei consumatori ad acquistare prodotti geneticamente modificati. Una contrarietà giustificata dai crescenti dubbi sul piano sanitario e ambientale che - continua la Coldiretti - dà valore alla scelta lungimirante fatta dall’Italia per un agricoltura libera da ogm grazie all’impegno di un vasto schieramento che comprende Coldiretti, movimenti ambientalisti, consumatori e istituzioni in rappresentanza della maggioranza dei cittadini e agricoltori italiani che sono contrari al biotech nei campi e nel piatto. Sulla base dei risultati dell'ultima indagine annuale Coldiretti-Swg "Le opinioni di italiani e europei sull'alimentazione”, il 73 per cento dei cittadini italiani che esprimono una opinione ritiene che i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali. La forte contrarietà espressa dai consumatori sui prodotti geneticamente modificati è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi quattro anni nei quali è stato condotta la tradizionale indagine della Coldiretti ed è la conferma che non si tratta di una valutazione emotiva. Gli ogm spingono - sostiene la Coldiretti - verso un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e del Made in Italy. Il modello produttivo cui è orientato l’impiego ogm è il grande nemico della tipicità e della biodiversità e il grande alleato dell’omologazione, che è il vero nemico dell’agroalimentare italiano e per questo siamo contrari. In Italia, per la conformazione morfologica dei nostri terreni e le dimensioni delle nostre aziende, non sarebbe possibile evitare le contaminazioni e sarebbe violata - conclude la Coldiretti - la sacrosanta libertà della stragrande maggioranza degli agricoltori e cittadini di avere i propri territori liberi da ogm.

Lo rende noto la Coldiretti.

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(AGENPARL) - Roma, 22 feb - Michelangelo Corrado è il nuovo presidente dell’Associazione Agrimercato, Succede a Vittorio Sangiorgio, che ha guidato l’associazione finora. L’impegno di Sangiorgio è stato ben visibile, sia per il crescente numero di soci sia per il numero di comuni intercettati nei Mercati di Campagna Amica. Il neo presidente Michelangelo Corrado, è titolare di un’azienda avicunicola ed ortofrutticola a Sarno, dove ricopre anche la carica di presidente sezionale. L’azienda è anche fattoria didattica e svolge attività di vendita diretta. Affiancano Corrado nel nuovo direttivo, il vice presidente Raffaele D’Angiolillo, fichicoltore ed allevatore del maiale nero ad Ascea, i consiglieri Pina Carmando da Giffoni Sei Casali titolare di un’azienda di coltivazione della nocciola “tonda di Giffoni” nonchè azienda custode della pera pericina, pianta in via di estinzione, Mario Giordano titolare di azienda ortofrutticola ad Angri, Teresa Opromolla con azienda specializzata nella coltivazione di fragole, fragoline e frutti di bosco ad Auletta. A loro il compito di impostare le strategie dell’Associazione per il prossimo triennio, affermando sempre più la logica del contatto tra produttore e consumatore nell’ambito della filiera tutta italiana.

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(AGENPARL) - Roma, 14 feb - Contro la crisi dei suini, arriva il maiale “light”. Carne magra, italiana e con meno spese di allevamento: sono queste le basi del progetto che verrà presentato il 24 febbraio prossimo all’Elpzoo di Zorlesco (Lodi) per diventare una delle possibili vie d’uscita alla morsa che, fra prezzi di vendita bassi e costi di produzione sempre più alti, sta stritolando le aziende agricole. Lo divulga in un comunicato la Coldiretti Lombardia.

“Continueremo a fare il suino pesante, sui 170 chili, le cui cosce servono per i prosciutti Dop– spiega Marco Lunati, consigliere nazionale dell’Anas e allevatore della Coldiretti di Milano e Lodi -  ma vogliamo entrare in quella fascia di mercato del consumo domestico di carne di maiale che fino a oggi è stata coperta dalle importazioni dall’estero. Per questo, grazie all’accordo con un grande macello legato al mondo delle cooperative cominceremo a produrre suini leggeri di massimo 130 chilogrammi di peso”.

I vantaggi saranno: maggior freschezza del prodotto per i consumatori, il prezzo di vendita (le stalle sapranno prima quanto intascheranno), il minor tempo di allevamento (4 mesi) e quindi spese più basse per l’alimentazione degli animali, oltre a un maggiore controllo sulle fluttuazioni del foraggio vista la brevità del ciclo di gestione degli animali. 

L’obiettivo – spiega la Coldiretti Lombardia – è diversificare la produzione e offrire agli allevamenti italiani un’altra fascia di mercato dando ai consumatori carne italiana di alta qualità. In Lombardia il progetto punta a coinvolgere le province dove si concentra la maggior parte degli allevamenti: Lodi, Brescia, Milano, Bergamo, Cremona e Mantova. Il sistema dovrebbe entrare a regime entro l’anno: si partirà con 50 mila capi per arrivare a quasi mezzo milione. 

In Italia si consumano oltre 365 mila tonnellate di carne suina (un 38% di “bistecche” e il 61,42 per cento di salumi) per un valore che supera i 3 miliardi e 751 milioni di euro. Rispetto a un anno fa l’import è salito di quasi l’11%, mentre in Italia (la Lombardia pesa per oltre il 40 per cento) vengono allevati ogni anno 13 milioni di suini più altri 843 mila nati all’estero, per un totale di un milione e 620 mila tonnellate.

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