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(AGENPARL) - Roma, 19 ott - “Non posso che condividere l’analisi presentata dalla Banca d’Italia secondo cui il nostro Paese ha una pressante esigenza di riattivare la crescita e per questo deve coinvolgere i soggetti che oggi sono al margine: donne e giovani”. Questo il commento del vicecapogruppo della Lega Nord alla Camera, Alessandro Montagnoli, ai dati illustrati al convegno “Crescita economica, equità, uguaglianza” “Se il nostro Paese – spiega Montagnoli citando i dati della Banca d’Italia – riuscisse a centrare l’obiettivo di Lisbona dell’occupazione femminile al 60 per cento, il Pil crescerebbe del 7. Ed è proprio con l’idea di centrare tale obiettivo che il gruppo della Lega Nord ha presentato due pdl in vista del decreto sviluppo volti a incentivare il part-time per le donne e ad agevolare gli under 40 nell’acquisto della prima casa”. “Purtroppo – sottolinea l’on. Massimo Bitonci – le donne nel nostro Paese non sono ancora messe nelle condizioni di poter conciliare vita lavorativa e vita familiare. Noi chiediamo invece che siano previsti sgravi fiscali per aziende e madri-lavoratrici, dando così impulso all’occupazione femminile e allineando il nostro Paese agli altri Paesi dell’Ue. Non è più ammissibile che in Europa la media dell’occupazione femminile sia al 71,3 per cento e da noi sia ferma al 59. A beneficiarne sarà anche lo Stato visto che molte lavoratrici oggi escluse dal mondo lavorativo, potrebbero rientrarvi”.
E' quanto riporta un comuncato stampa della Lega Nord.

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(AGENPARL) - Roma, 06 ott - “I dati della Cgia di Mestre sono preoccupanti, e devono fare riflettere, tuttavia chi crede che l'evasione fiscale costituisca uno dei soliti problemi di un Sud, come sempre incline alla violazione delle leggi, deve fare i conti con un'indagine compiuta da KRLS Network of Business Ethics, per conto dell'Associazione Contribuenti Italiani, che rivela una tendenza esattamente opposta. Secondo i dati rilevati alla data di giugno 2011, infatti, nel Nord-Ovest si evade per una percentuale pari al 31,4% del totale nazionale, nel Nord-Est il dato scende al 27,1%, nel Centro l'evasione scende ancora fino al 22,2% ed arriva al 19,3% nelle regioni del Sud. Insomma nella industriosa Padania si arriva al 58,4% del totale dell'evasione, contro il 19,3% del Sud, in un rapporto, appunto, di 6 a 2”. Lo afferma, in una nota, il senatore di Grande Sud Salvo Fleres, componente della commissione Bilancio di Palazzo Madama. “Le cifre, probabilmente – aggiunge l'esponente del movimento arancione –, faranno arrabbiare certi ottusi nordisti, quelli che parlano di secessione e che si opponevano al mantenimento del SISTRI per paura di essere prima controllati e poi smascherati, ma sono estremamente chiare ed anche di facile interpretazione. Esse dicono che dove più c'è ricchezza più c'è evasione, e dove più c'è lavoro dipendente meno c'è evasione”
Lo comunica l'ufficio stampa Grande Sud.

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Mercoledì 21 Settembre 2011 17:40

ECONOMIA: 6/10 A ROMA XLIII GIORNATA DEL CREDITO

(AGENPARL) - Roma, 21 set - Il 6 ottobre a Roma si terrà la XLIII Giornata del Credito “Il contributo della struttura finanziaria per la crescita dell’economia”. ABI – Palazzo Altieri H 9:30/13:00 Relazione di base: Daniele Franco, Direttore Centrale per la Ricerca Economica e le Relazioni Istituzionali della Banca d’Italia. Tavola rotonda, coordinata da Paolo Messa, Direttore della Fondazione Formiche, composta da: Biagio Bossone Giampaolo Galli Paolo Garonna Giovanni Sabatini Dario Scannapieco Domenico Siniscalco.
Lo fa sapere l'Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito in un  comunicato stampa.

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(AGENPARL) - Roma, 16 set - "Davvero apprezzabile l'idea del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, portata avanti dal Sottosegretario Catia Polidori, di raccogliere i protagonisti del mondo produttivo in tavoli settoriali dedicati appositamente al fattore che finora si è dimostrato il miglior antidoto contro la crisi, ossia il commercio estero". - così Paolo Galassi, Presidente di Confapi (120 mila Pmi associate) - "Purtroppo, la nuova fase congiunturale che stiamo attraversando sta facendo traballare anche il consueto appeal dei nostri prodotti sui mercati internazionali. Proprio per questo motivo convocare in questo momento gli Stati Generali può dimostrarsi particolarmente utile per riuscire ad elaborare nuove strategie efficaci di penetrazione nei mercati oltreconfine". "L'export va stimolato, se si vuole riagganciare il treno della ripresa - prosegue Galassi - In questo senso, assume particolare rilevanza riconoscere il ruolo delle PMI all'interno degli Stati Generali. Otto PMI su dieci esportano con regolarità i loro prodotti e ben sette su dieci non hanno smesso di portare avanti processi di innovazione nemmeno nella fase più acuta della crisi, portando l'eccellenza nostrana ad essere costantemente ricercata. Molto del successo italiano all'estero è merito quindi delle imprese di minori dimensioni. Le PMI sono perciò un patrimonio da valorizzare - conclude Galassi - gli Stati Generali possono rappresentare un'occasione importante per rimetterle al centro dei programmi finalizzati all'internazionalizzazione".

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(AGENPARL) - Roma, 08 set - In merito alle notizie sul riassetto Edison diffuse oggi dalla stampa, A2A intende precisare che non esistono posizioni differenti tra il Consiglio di Sorveglianza e il Consiglio di Gestione, e a maggior ragione tra i rispettivi Presidenti, riguardo alle possibili soluzioni. A2A ribadisce che la trattativa con EDF procede sulla base di quanto stabilito il 7 luglio 2011, quando il Consiglio di Sorveglianza aveva fornito l’indicazione al Consiglio di Gestione di proseguire nella trattativa, auspicando alcune modifiche migliorative. Ad oggi i due Consigli non hanno valutato alcuna altra soluzione e si sono riservati di esaminare eventuali ipotesi alternative che dovessero emergere nel corso dei negoziati.
E' quanto appena dichiarato in un comunicato stampa di A2A.

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(AGENPARL) - Roma, 08 set - “I sostegni della politica agricola comune devono essere destinati alle imprese che vogliono impegnarsi nella produzione e rafforzare la competitività. Bene ha fatto il ministro per le Politiche agricole Saverio Romano a sollevare il problema nel suo articolo odierno per un quotidiano nazionale”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, che ha aggiunto: “Il ministro stigmatizza il sistema attuale, che la Commissione vorrebbe ancor più accentuare. Le sue critiche sono le nostre e riguardano anche il possibile taglio alle disponibilità finanziarie per il nostro Paese e la distribuzione dei pagamenti diretti che non valorizza la nostra agricoltura ad alto valore aggiunto e induce una polverizzazione dei pagamenti tagliando invece i fondi alle aziende di maggiore dimensione economica. Una logica che non ci pare vada verso una maggiore competitività del sistema”. Il presidente di Confagricoltura ha quindi concluso: “Se le proposte di Bruxelles sono queste partiamo con il piede sbagliato. Il ministro giustamente ritiene che la riforma della politica agricola comune in atto debba favorire una politica al servizio delle imprese orientate al mercato. Siamo completamente d’accordo: le risorse di Bruxelles destinate al settore agricolo sono indispensabili, vanno quanto meno confermate e distribuite tenendo conto di efficienza e impegno attivo”.

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(AGENPARL) - Roma, 08 set - "Una sentenza che segna un punto a favore della specificità e della distintività delle imprese cooperative e smentisce le spinte omologatrici che vorrebbero uniformare le imprese cooperative agli altri modelli d’impresa". Questo il commento di Luigi Marino, presidente di Confcooperative e portavoce dell’Alleanza delle Cooperative Italiane a nome di Rosario Altieri, presidente Agci e Giuliano Poletti, presidente Legacoop, sull’attesa sentenza della Corte di Giustizia del Lussemburgo che era stata chiamata a pronunciarsi dalla “nostra” Corte di Cassazione sui casi di tre cooperative risalenti addirittura agli anni ’80.
"Sui casi specifici la Corte di Giustizia – dice la nota dell’Alleanza delle Cooperative – rimanda la decisione ai giudici nazionali che dovranno valutare sulla base della legislazione degli anni ’80, con norme non più in vigore nella formulazione e nei contenuti (Dpr 601/1973). La Corte di Giustizia, infine, raccomanda, giustamente, di valutare i casi in base all’art. 87 del Trattato Europeo che disciplina il capitolo sugli aiuti di stato".
"Su questi casi ormai antichi che si trascinano da decenni confermando la terrificante lentezza della giustizia civile italiana i giudici finalmente decideranno. Invece, per quanto concerne le questioni generali coinvolte nella vicenda constatiamo con grande soddisfazione che la Corte di Giustizia nelle sue motivazioni accoglie e riconosce principi fondamentali per la politica cooperativa in Europa e in Italia. La Corte, infatti, riconosce alle cooperative il carattere di imprese rette da principi di funzionamento peculiari che le differenziano nettamente dagli altri operatori privati e conferma che i regimi normativi e fiscali legati all’attività mutualistica non rappresentano aiuto di stato".
"Dunque l’Europa non offre né pretesti, né legittimazioni per chi in Italia, nella politica, nella magistratura e in ogni campo di responsabilità vanta atteggiamenti punitivi e strumentali verso la cooperazione. Sono atteggiamenti di chi, per proprio calcolo politico o economico, va contro l’interesse dell’Italia e penalizza donne e uomini impegnati nella realtà cooperativa e che meritano, invece, di essere premiati".

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(AGENPARL) - Roma, 07 set - “Alla manovra si chiede di essere un volano per lo sviluppo. Nel settore idrico ci sarebbero da investire 66 miliardi di euro che non graverebbero sul bilancio dello Stato e sarebbero un formidabile strumento anticiclico per l’occupazione e lo sviluppo. Invece siamo in una situazione di incertezza normativa con la spada di Damocle delle multe UE per i ritardi che abbiamo nella costruzione di depuratori e con i servizi pubblici locali penalizzati dalla manovra economica”. Mauro D’Ascenzi, vicepresidente di Federutility, al Festival dell’Acqua di Genova (4-10 settembre) commenta così i primi dati della nuova edizione del “Blue Book”, che verrà presentato in versione completa nel mese di ottobre, nell’ambito del convegno “i soldi nell’acqua”. Secondo i dati dello studio che annualmente la fondazione Utilitatis realizza, fotografando lo stato delle risorse idriche in Italia dal punto di vista delle risorse, delle infrastrutture e delle gestioni: il fabbisogno di investimenti è arrivato a 66,2 miliardi da spendere nei prossimi 30 anni per investire in particolare in fognature e depurazione (la maggior parte dei quali nel nord-ovest del paese); di questi solo il 10,5% sarebbe coperto da finanziamenti pubblici; A fronte di questo quadro, l’Italia ha le tariffe tra le più basse d’Europa: una famiglia italiana spende in media 194,8 euro all’anno, contro i 1003,5 euro di una famiglia danese e i circa 570 euro di Austria, Gran Bretagna e Francia (tabella internazionale espressa in dollari). Mediamente le famiglie italiane spendono 23,6 euro al mese per il ciclo idrico (in bolletta ci sono acquedotto, fognatura, depurazione), contro 25 euro mese che si spendono per i tabacchi, 128,7 euro/mese per il tempo libero e la cultura, 148,8 euro per l’energia e ben 423,4 euro mese per i trasporti. L’incidenza delle bollette sulla spesa familiare è in sostanza dello 0,8%". Così conclude D'Ascenzi in merito all'elaborazione dati fornita dalla Fondazione Utilitatis.

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(AGENPARL) - Roma, 06 set - In un panorama dove i consumi, a luglio, sono aumentati di un timido 0,4% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso (ma restano comunque sotto i livelli di fine 2007) e dello 0,5% su giugno, il comparto alimentare segna, su base annua, la massima controtendenza (-3,4%) dopo quello dei “beni e servizi per la mobilità”, che soprattutto le fiammate dei prezzi del carburante hanno fatto crollare a -9%. “Una stato di cose estremamente preoccupante – commenta Confagricoltura analizzando i dati – acuito dalle stime per settembre, che indicano un tasso d’inflazione al 3% e una media annua al 2,7%. In questo contesto il calo delle vendite alimentari si riflette immancabilmente sui redditi degli agricoltori, compressi tra un progressivo aumento dei costi di produzione e la diminuzione dei prezzi che vengono loro corrisposti per i prodotti all’origine. L’esempio della frutta estiva, con tre chili di pesche pagati come un caffè al bar è sotto gli occhi di tutti”. La situazione economica in atto è infatti una tenaglia micidiale per gli imprenditori agricoli, che vedono i prezzi dei loro prodotti diminuire del 20% per la frutta, del 22% per ortaggi e legumi, mentre il carovita aumenta. “Un recente rapporto del ministero delle Politiche agricole – ricorda Confagricoltura - calcola che sono ben 980 mila le aziende del settore a rischio di chiusura”.
Lo rende noto un comunicato stampa della Confagricoltura.

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(AGENPARL) - Roma, 06 set - Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta spiega, attraverso una serie di documenti inediti, l’economia in esclusiva ai lettori di Freenewsonline.it. Nel primo documento Brunetta affronta il “Quadro internazionale e la risposta del Governo italiano“. Il ministro mette in evidenza l’attuale fase economica internazionale “fatta di luci e ombre“, sottolinea che “i Governi si trovano alle prese con un rompicapo non semplice: come conciliare il consolidamento fiscale con il rafforzamento della crescita” e conclude l’analisi dicendo che “il controllo macroeconomico e finanziario globale rappresenta per i governi una sfida difficile in sé, indipendentemente dai conflitti geopolitici“. Brunetta passa poi ad analizzare lo stato di salute dell’economia dell’Italia in cui fa notare che nonostante si sia “in presenza della più grave crisi finanziaria ed economica degli ultimi 60 anni” la tenuta dei conti pubblici e della coesione sociale “rappresenta un elemento positivo, alla cui realizzazione hanno concorso l’azione del governo e le caratteristiche strutturali del nostro mercato del risparmio e del sistema creditizio“. Il ministro dice che ci sono vari tipi di problemi: uno strutturale “anteriore al biennio nero 2008-2009 e che comincia a manifestarsi negli anni novanta del secolo scorso“, uno di produttività, infine quello della “sopravvivenza di una piattaforma istituzionale di tipo corporativo“, e cioè un “sistema che intralcia il dinamismo e la concorrenza, perché scoraggia l’innovazione (non solo e non tanto dei prodotti quanto dell’organizzazione del lavoro), che distorce l’allocazione delle risorse ed è votato alla conservazione dello status quo e alla protezione delle rendite di posizione degli interessi costituiti“. Il ministro elenca le “Prospettive per l’Italia” sostenendo che “Se i problemi che ostacolano il dinamismo e la crescita sono di natura strutturale” bisogna intervenire “sulla struttura del nostro sistema a cominciare da quella piattaforma istituzionale imbevuta di corporativismo, tenendo presente che, normalmente, questo tipo di interventi (riforme strutturali) ha effetti economici diluiti nel tempo ma ‘costi’ politici immediati“. Infine Brunetta elenca le risposte date dal Governo italiano: da quelle “già compiute come il federalismo fiscale e la riforma della pubblica amministrazione“, fino al “percorso di stabilizzazione finanziaria” tracciato dal Governo per conciliare gli obiettivi di “maggior rigore, credibilità internazionale e sostenibilità sociale“. Così in una nota della redazione freenewsonline.

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