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(AGENPARL) - Trieste, 26 apr - "La riforma delle Aziende territoriali per l'Edilizia residenziale (Ater) in Friuli Venezia Giulia ha un solo obiettivo: rispondere al bisogno di alloggi dei cittadini, un bisogno che nel prossimo futuro si farà ancora più acuto".

Lo ha detto l'assessore regionale ai Lavori pubblici Riccardo Riccardi che, questa mattina a Trieste, ha inaugurato un nuovo intervento dell'Ater: 180 appartamenti realizzati grazie alla riqualificazione dell'area dell'ex caserma Montebello di via Cumano, affacciata su piazzale De Gasperi.

Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti, assieme a Riccardi, il vicepresidente dell'Ater di Trieste Tullio Pantaleo, l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Trieste Laura Famulari, il presidente della VI Commissione del Consiglio regionale Piero Camber.

"La riforma - ha sottolineato Riccardi - è un percorso obbligato, per liberare risorse e garantire quindi una risposta ai bisogni. Da qui alla prossima legge Finanziaria sarà dunque avviato un percorso di approfondimento, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, con equilibrio, senza soluzioni precostituite, meno che meno quella di un'Ater unica regionale".

"Le Ater - ha voluto assicurare Riccardi - non sono Enti inutili da smontare, ma al contrario un patrimonio di professionalità da cui partire per attuare la riforma".

Avviata nel 2006, la riqualificazione dell'area dell'ex caserma Montebello, da tempo abbandonata, ha permesso di realizzare quattro edifici di sette piani, suddivisi in due blocchi, con negozi, parcheggi, spazi verdi che si inseriscono nella vita del quartiere, con un investimento complessivo di 21 milioni di euro in parte reperiti grazie al Fondo unico regionale per l'Edilizia residenziale, in parte utilizzando risorse proprie dell'Ater di Trieste.

Le metrature degli appartamenti variano da 38 a 95 metri quadri, per una spesa media di 108 mila euro per alloggio. Ciascun edificio è dotato di ascensore, posti macchina interrati (276 in tutto), con un'attenzione particolare al risparmio energetico. La corte interna, che ha caratteristiche di piazza alberata, è aperta a tutti i residenti del quartiere.

"Oggi - ha detto Riccardi - regaliamo un futuro a 180 famiglie, che avranno finalmente una casa, realizzando il sogno di una vita".

È quanto si apprende da un comunicato della Regione Friuli Venezia Giulia.

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(AGENPARL) - Udine, 26 apr - Dopo l'anteprima di Udine del 24 aprile scorso, il film "Carnia 1944. Un'estate di libertà" sarà proiettato domani, venerdì 27 aprile, ad Ampezzo (che fu la "capitale" della Repubblica della Carnia) alle ore 18.00, nella Sala dell'Asilo, e a Tolmezzo alle ore 20.30 al Cinema David; le due proiezioni godono della collaborazione dei Comuni di Ampezzo e di Tolmezzo.

"Carnia 1944. Un'estate di Libertà" è un film di Marco Rossitti da un'idea di Giovanni Spangaro "Terribile", sceneggiatura di Carlo Tolazzi, coordinamento scientifico di Andrea Zannini, consulenza storica di Alberto Buvoli e Flavio Fabbroni; la fotografia è di Bruno Beltramini, il montaggio di Eleonora Cao, le musiche di Teho Teardo, i costumi di Adrea Stanisci, suono in presa diretta e sound design di Francesco Morosini.

Interpreti del film sono Leonardo Zanier (Attilio), Riccardo Maranzana (il professore/Aulo Magrini), Giulio Magrini (se stesso), Massimo Somaglino (Libero), Fabiano Fantini (il sindaco di Ampezzo), Maurizio Fanin (il parroco di Forni di Sotto), Claudia Grimaz (Margherita Cecchetti Magrini) e gli studenti (tutti di vari centri della Carnia) Alessia Adami, Marica Agarinis, Stefano Barbarino, Dea Calcagno, Jessica Cimador, Matthew De Conti, Lisa Di Centa, Giulia D'Orlando, Nicole Erman, Lara Mazzolini, Simone Micoli.

"Carnia 1944. Un'estate di libertà" è dedicato alla straordinaria storia della Repubblica della Carnia e dell'Alto Friuli e costituisce una tappa del progetto promosso dall'Università di Udine e dalla Regione con il sostegno della Fondazione Crup per fare memoria e approfondire ciò che accadde nel 1944, quando per alcuni mesi una quarantina di Comuni friulani e veneti vennero liberati dall'occupazione nazi-fascista. In quella zona si costituì una Repubblica partigiana comprendente tutte le forze politiche democratiche, nella quale si sperimentò un eccezionale spazio di libertà e partecipazione popolare che anticipò alcune delle conquiste dell'Italia repubblicana.

Non un semplice documentario ma una fiction per ricordare quasi 70 anni dopo e per far conoscere ai giovani l'epopea della Repubblica Libera della Carnia. Infatti i protagonisti sono gli studenti che con il loro insegnante compiono un viaggio nei luoghi che videro gli orrori di quegli anni ma anche il fiorire di una speranza nuova: la democrazia e la libertà.

È quanto si apprende da un comunicato della Regione Friuli Venezia Giulia.

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(AGEMPARL) - Trieste, 24 apr - Dell'Agenzia regionale per l'edilizia sostenibile, la responsabile tecnica, Angela Sanchini, ha fatto presente alla IV Commissione che da fine dicembre 2011 riceve tutte le certificazioni (ACE, VEA, autocertificazioni) e che a metà 2011 gli ACE ricevuti sono stati 12.400, con la percentuale maggiore, il 23%, relativa alla classe più bassa, la G (la migliore è la A+, ma vede solo lo 0,57% delle certificazioni). "Oggi i certificati sono inseriti manualmente in un database. Da giugno prossimo sarà attivo un portale telematico per agevolare l'invio, da parte dei professionisti e dei cittadini, dei certificati energetici e VEA, nonché delle autodichiarazioni del proprietario; tale portale consentirà di realizzare statistiche sull'applicazione della normativa in materia e ridurrà gli errori in fase di redazione dei certificati".

"Attualmente Ares effettua controlli formali sui certificati, atti a verificare la mera conformità della compilazione. Ma sarà necessario stabilire al più presto una procedura in modo da poter avviare anche i controlli a campione sui calcoli eseguiti e i controlli in cantiere, così come avviato da altre Regioni. Attraverso il controllo dei certificati - ha aggiunto la Sanchini - ARES intende tutelare il cittadino che richiede la certificazione e che ha diritto a ricevere un prodotto di qualità; in secondo luogo, il sistema dei controlli servirà a tutelare quei certificatori che lavorano con professionalità e sono convinti della validità delle certificazioni quale strumento di promozione dell'efficienza energetica in edilizia".

"Dal 31 ottobre 2011 la certificazione energetica degli edifici è sostituita dalla certificazione VEA per i seguenti interventi edilizi: nuova costruzione, nel caso in cui la superficie netta totale sia superiore a 50 metri quadrati; ampliamento, nel caso in cui il volume risulti superiore al 20 per cento rispetto a quello esistente e comunque nei casi in cui la superficie netta dell'ampliamento sia superiore a 50 metri quadrati; ristrutturazione. Dal 1 gennaio 2012, la certificazione VEA è obbligatoria anche per i seguenti casi: restauro e risanamento conservativo; manutenzione straordinaria nel caso in cui si eseguano lavori che modificano le prestazioni energetiche o ambientali dell'immobile o degli impianti; attività edilizia libera nel caso in cui siano eseguiti lavori che modificano le prestazioni energetiche o ambientali e nel caso in cui, per l'esecuzione di tali lavori, siano stati richiesti incentivi di qualsiasi natura".

"Non appena sarà approvato il Protocollo Itaca nazionale - prosegue la responsabile tecnica -  (entro il 2012), si potranno approvare i protocolli relativi agli immobili commerciali, industriali, scolastici e ricettivi. Per le altre destinazioni d'uso, per i trasferimenti a titolo oneroso e per le locazioni rimangono in vigore le disposizioni della normativa nazionale del 2005 e 2009. A regime, dunque, VEA dovrà sostituire la certificazione energetica nazionale".

"In Friuli Venezia Giulia - spiega - la certificazione parte dal progetto, poi il certificatore deve controllare almeno due volte i lavori in cantiere: A fine lavori, se è tutto regolare, rilascia la certificazione; il certificatore dev'essere una persona totalmente esterna. Un vulnus della legge regionale sta nel riconoscimento dei certificatori esterni, oggi non previsto, a differenza delle altre Regioni (la Lombardia, ad esempio, riconosce i nostri)".

"La nostra Regione - prosegue -  ha deciso di non applicare in toto il Protocollo nazionale Itaca in quanto si è optato per una semplificazione delle schede da compilare sia per quanto riguarda la certificazione dell'intero edificio, nuovo o restaurato, sia quando si tratta di un intervento a un'unità singola o di edilizia libera".

"Non da ultimo - ha reso noto la dirigente - noi facciamo riferimento alle sanzioni nazionali, però per la mancata indicazione dell'Indice di prestazione energetica negli annunci commerciali di vendita non sono previste sanzioni né a livello regionale né nazionale".

Lo si apprende da un comunicato della Regione Friuli Venezia Giulia.

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(AGENPARL) - Trieste, 24 apr - "Un tema di valenza ambientale, ma anche economica, per un settore strategico del territorio: l'edilizia. È la definizione data dal presidente della IV Commissione consiliare, Alessandro Colautti (Pdl), all'argomento affrontato in audizione con i responsabili della Regione Lombardia che si occupano di efficientamento energetico degli immobili attraverso la società in house Cestec (Centro per lo sviluppo tecnologico, l'energia e la competitività), apripista a livello nazionale in questo settore, e con i responsabili della corrispondente società del Friuli Venezia Giulia, ARES (Agenzia regionale per l'edilizia sostenibile), anch'essa a totale partecipazione regionale".

"Dal vicepresidente, Gualtiero Stefanoni, la genesi di Ares, nata dalla legge regionale n. 23 del 2005 che prevede la certificazione VEA (valutazione della qualità energetica e ambientale degli immobili) a far data dal 31 ottobre 2011, e alcune indicazioni: se è vero che la situazione, rispetto al 2010, per Ares è migliorata, la Regione non può ignorare la necessità di definirne ruolo, competenze e possibilità operative, ad esempio prevedendo una posta fissa di bilancio più un diritto di segreteria".

Nel 2010 Ares ha organizzato dei corsi per diventare certificatori, seguiti con successo da circa 450 professionisti. Un risultato - ha detto Stefanoni - che riteniamo molto buono e confidiamo che i corsi siano ripresi già quest'anno perché le richieste sono parecchie. Inoltre, i due dipendenti della società ricevono (e dunque devono controllare) circa 50 certificati al giorno. Ma per supportare l'Agenzia non basta l'aspetto organizzativo, ci vuole anche quello tecnico per affrontare gli impegni della sostenibilità ambientale.

Dai funzionari della Lombardia si è, poi, appreso che il processo di certificazione energetica degli edifici nella loro regione è iniziata a settembre 2007, anche utilizzando un modello di calcolo (pur non ancora accreditato a livello nazionale) capace di garantire uniformità nell'applicazione delle regole. Il documento che fa fede è l'attestato di certificazione energetica (ACE), rilasciato esclusivamente dal Cestec: ogni altro certificato rilasciato da altri soggetti non ha valore legale - è stato specificato dal responsabile, Mauro Fasano.

Fasano ha, quindi, parlato di catasto energetico degli edifici, apparato normativo sanzionatorio (molto più severo di quanto previsto dalla legge nazionale), aggiornamento delle procedure di calcolo, nonché di monitoraggio dell'impatto della certificazione sul mercato immobiliare. Ha quindi specificato che tutti i 1.500 Comuni lombardi sono tenuti a verificare la certificazione energetica degli edifici attraverso controlli da parte della polizia locale, e non ultima anche la Guardia di finanza ha effettuato dei controlli nonché chiesto informazioni sul numero di certificazioni effettuate da alcuni professionisti. I corsi del Cestec sono di 80 ore, ma ve ne sono anche di 16 ore messi on line, però tutti con esame finale in aula. I certificatori sono inseriti in un elenco pubblico, consultabile in Internet.

Soprattutto, dopo un finanziamento iniziale, ora che è entrata a regime, la società lombarda è totalmente autonoma, dunque non grava sulle casse regionali.

È quanto si apprende da un comunicato della Regione Friuli Venezia Giulia.

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(AGENPARL) - Gorizia, 24 apr - "Un atto di affetto verso le persone che soffrono". La ha detto il presidente della Regione Renzo Tondo, inaugurando questa mattina a Gorizia, nella residenza protetta per anziani non autosufficienti Villa San Giusto, 10 nuovi posti letto per pazienti gravissimi, affetti da patologie come Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) o in stato vegetativo permanente, realizzati grazie a un contributo della Regione.

Ad accogliere il presidente è stato Fra Gilberto Veneri, a nome del superiore della Provincia Lombardo-Veneta dell'Ordine ospedaliero San Giovanni di Dio, a cui Villa San Giusto fa capo, erede di una presenza storica dei Fatebenefratelli a Gorizia da ben 356 anni. All'inaugurazione hanno partecipato fra gli altri numerosi amministratori locali, il prefetto Maria Augusta Marrosu, l'ex assessore alla Sanità Vladimir Kosic e l'arcivescovo di Gorizia Dino De Antoni, che ha impartito la benedizione.

I nuovi posti letto, secondo Fra Gilberto, confermano il "carisma dell'ospitalità" dell'Ordine, che vuole offrire ai malati, ai poveri, agli anziani e allo loro famiglie un'assistenza non solo medica ma anche sociale, spirituale e pastorale.

Per il presidente Tondo, l'inaugurazione di oggi conferma il principio di una Sanità che ha come obiettivo primario la "risposta ai bisogni". Tondo ha voluto esprimere parole di apprezzamento per tutti coloro che operano in strutture come Villa San Giusto e in particolare per i volontari, senza i quali "non sarebbe possibile garantire in regione la piena assistenza di cui le persone hanno davvero bisogno".

Dopo l'inaugurazione a Villa San Giusto, il presidente si è spostato nel vicino ospedale San Giovanni di Dio dell'Azienda per i servizi sanitari n. 2 "Isontina" dove, in una serie di incontri con i dirigenti e il personale medico, ha potuto approfondire i diversi progetti di potenziamento della struttura. "Quello di Gorizia è un ospedale di eccellenza, che deve essere considerato un patrimonio non solo della comunità locale, ma di quella regionale", ha osservato il presidente.

In particolare Tondo ha visitato, nel reparto di radiologia, il nuovo mammografo digitale e la nuova sonda ecografica per lo studio per-colonscopico per patologie ano-rettali. In un incontro all'auditorium dell'ospedale, sono stati quindi illustrati al presidente i lavori per la riqualificazione energetica dell'edificio, le caratteristiche della nuova Tac di prossima entrata in funzione, le azioni di potenziamento dei servizi territoriali attuate dall'Azienda e di quelli per favorire un migliore collegamento fra ospedale e territorio.

Lo si apprende da un comunicato della Regione Friuli Venezia Giulia.

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(AGENPARL) - Gorizia, 24 apr - Il criterio ispiratore della riforma della Sanità in Friuli Venezia Giulia, la "stella polare" che deve guidare le scelte, è "l'etica della responsabilità" assieme alla "centralità dei bisogni dei cittadini".

Lo ha detto in una nota, il presidente della Regione (con delega alla Sanità) Renzo Tondo, intervenendo questa mattina a Gorizia, nella struttura protetta Villa San Giusto, all'inaugurazione di 10 posti per pazienti affetti da patologie gravissime (Sla, stati vegetativi), realizzati con un sostanziale contributo dell'Amministrazione regionale.

La riforma non può essere rinviata, anche se "sarebbe facile per noi - ha detto Tondo - aspettare le elezioni del 2013, lasciare ad altri l'onere delle scelte", sottolineando che queste scelte dovranno essere comunque "discusse e condivise con il territorio".

Siamo infatti, ha ricordato il presidente, davanti a un progressivo invecchiamento della popolazione del Friuli Venezia Giulia, a un aumento ma anche a un "cambiamento radicale" dei bisogni di salute della collettività regionale.

A fronte di questa prospettiva, c'è e ci sarà sempre più un calo delle risorse a disposizione del bilancio regionale, sia quelle tributarie dirette sia quelle trasferite: una svolta epocale nella storia della Regione Autonoma che - ha detto ancora Tondo - aveva goduto per quasi cinquant'anni di entrate crescenti.

Ecco dunque la necessità di por mano alla riforma della Sanità pubblica, una "riforma non istituzionale ma sostanziale", per confermare quella eccellenza che i cittadini mostrano di riconoscere e apprezzare, per governare il cambiamento e non subirlo.

Questa eccellenza - ha ricordato il presidente - è stata mantenuta grazie a precedenti riforme di ampia portata realizzate nel recente passato, che hanno incontrato ogni volta preoccupazioni e resistenze, anche legittime, ma che nel lungo periodo di sono dimostrate infondate.

Fondamentale, secondo Tondo, è avere una visione unitaria: "Esiste la Sanità della Regione Friuli Venezia Giulia, non la Sanità di questo o di quel territorio. Il nostro obiettivo è garantire un uguale livello di servizi a tutti i cittadini, da Tarvisio a Grado, da Sacile a Gorizia".

Da ciò la proposta di arrivare a tre sole "aree vaste" (Trieste-Gorizia, Udine, Pordenone), una "scelta giusta" per realizzare adeguate economie di scale, risparmiare e quindi destinare più risorse ai bisogni veri delle persone. "Non vogliamo quindi realizzare dei risparmi solo per contenere le spese, vogliamo meno colletti bianchi, meno burocrazia sanitaria e più camici in corsia e sul territorio".

Il presidente Tondo ha voluto citare l'ex assessore alla Salute Vladimir Kosic, presente oggi a Villa San Giusto, che - ha assicurato Tondo - resterà come collaboratore nel percorso di riforma. Quando ancora era presidente della Consulta regionale dei disabili, Kosic aveva detto: "Non più soldi per questa Sanità, ma più Sanità con questi soldi; non un euro deve essere sprecato".

 

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(AGENPARL) - Udine, 23 apr - Visita, questo pomeriggio, della III Commissione consiliare ai cantieri del nuovo ospedale di Udine. L'impegno era stato assunto il mese scorso, in occasione dell'audizione del direttore generale dell'azienda Ospedaliero Universitaria "S. Maria della Misericordia" di Udine, Carlo Favaretti che, al termine dell'incontro, aveva invitato i consiglieri a compiere un sopralluogo per verificare le grandi opere in corso di realizzazione per la riqualificazione del polo ospedaliero udinese.
All'appuntamento, ad accogliere il presidente della Commissione Giorgio Venier Romano (UDC), assieme ai vicepresidenti Massimo Blasoni (Pdl) e Sergio Lupieri (PD) e ai componenti l'organismo consiliare competente per i temi della sanità, c'erano il direttore generale Favaretti insieme con il direttore amministrativo Paolo Biacoli e il direttore sanitario Fabrizio Fontana. E la visita ha offerto sia la possibilità di verificare strutture, ambienti e cantieri del nuovo ospedale incontrando anche primari e personale medico, sia di analizzare il progetto generale di riqualificazione illustrato dal direttore del dipartimento tecnico Valter Toniati.
A partire dal patrimonio immobiliare dell'azienda, risalente a epoche diverse con differenti gradi di vetustà e organizzato per divisioni, sono stati evidenziati gli obiettivi del processo di profonda razionalizzazione in corso, con impostazione per dipartimenti, riduzione del numero dei padiglioni, rinnovo delle strutture edilizie, razionalizzazione dei collegamenti interni, ammodernamento e centralizzazione della produzione e distribuzione energetica, rivalutazione globale dell'assetto ambientale del sito; è stato, inoltre, fatto il punto dei finanziamenti e degli step realizzativi con gli obiettivi per il 2012 (completamento dei lavori del Nuovo Ospedale, della Nuova Centrale Tecnologica, del Nuovo Centro Servizi e Laboratori), con uno sguardo infine al terzo obiettivo temporale e strategico dell'Azienda, ovvero attivazione della nuova Dialisi e riqualificazione dei padiglioni 1, 7 e 8.
Numerose le domande di approfondimento da parte dei consiglieri sia in merito agli investimenti e ai finanziamenti, sia sugli aspetti tecnologici e quelli energetici; né sono mancate le richieste di informazione circa gli spazi riservati all'Università, nè le osservazioni sull'impostazione complessiva di superamento del modello di "ospedale chiuso". Una visita - ha commentato in conclusione Venier Romano - utile e interessante per comprendere lo sviluppo di un'opera straordinaria come struttura sanitaria e sia dal punto di vista immobiliare che tecnologico. 
Lo si apprende da un comunicato della Regione Friuli Venezia Giulia.

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(AGENPARL) - Udine, 23 apr - Il Piano di Valorizzazione Territoriale (PVT) - approvato oggi in via preliminare dalla Giunta regionale su proposta dell'asssessore alla Funzione pubblica, autonomie locali e coordinamento delle riforme, Andrea Garlatti - è lo strumento, amministrativo e finanziario, attraverso il quale la Regione promuove e sostiene la sperimentazione delle collaborazioni tra i comuni, in particolare di quelli di minore dimensione demografica, volte a realizzare le condizioni che possano consentire loro una più funzionale gestione delle risorse pubbliche e una maggiore efficacia delle prestazioni erogate a vantaggio delle comunità locali.

"Un percorso necessario - spiega Garlatti - avviato da alcuni anni e che trova nelle Unioni montane una prima, concreta e piena maturazione dello sviluppo delle forme associative".

In sostanza, il Piano definisce i criteri e le modalità per la concessione degli incentivi regionali (annuali e straordinari) a sostegno delle collaborazioni instaurate fra i Comuni per la durata di almeno sei anni - cioè associazioni intercomunali e unioni di comuni - e dei comuni risultanti da fusioni. Fino a oggi le Amministrazioni comunali che hanno aderito alle forme associative previste della legge regionale 1/2006, sono ben 207 su 218.

La ricognizione del febbraio 2012 ha confermato la presenza sul territorio regionale di 5 Unioni di Comuni e 37 Associazioni intercomunali, cui si aggiunge il comune di Campolongo Tapogliano, risultante dalla fusione tra i Comuni di Campolongo al Torre e Tapogliano.

"A sottolineare l'importanza che la Regione attribuisce a tali forme associative - sottolinea l'assessore - lo stanziamento di ben 10 milioni di euro previsto dalla Legge finanziaria 2012. Si tratta di uno sforzo finanziario rilevante, che conferma la volontà del legislatore di garantire un adeguato sostegno alle tante esperienze di collaborazione avviate sul territorio e di procedere in questa direzione".

La deliberazione adottata dalla Giunta conferma tutti i criteri dei riparto del Piano di Valorizzazione Territoriale già previsti nell'anno 2011. L'unica aggiunta riguarda la disciplina del finanziamento delle Unioni montane per le funzioni che i comuni delegheranno volontariamente all'Unione.

"La scelta di non introdurre alcuna modifica - informa Garlatti - è stata determinata anche dal fatto che al PVT di quest'anno non ne seguiranno altri. In forza delle Leggi regionali 14/2011 e 3/2012, infatti, entro il prossimo giugno, la Giunta regionale presenterà un proprio disegno di legge per la complessiva riforma dell'assetto istituzionale degli enti locali; riforma che si accompagnerà a una revisione dell'intero sistema di finanziamento di tali enti e quindi anche delle loro forme associative".

Il PVT per l'anno 2012 sarà a breve presentato al Consiglio delle Autonomie Locali per permettere ai rappresentanti degli enti locali di formulare le loro osservazioni e proposte sul testo e, solo dopo l'acquisizione dell'intesa, sarà approvato dalla Giunta regionale in via definitiva.

È quanto si apprende in un comunicato della Regione Friuli Venezia Giulia.

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(AGENPARL) - Udine, 23 apr - Ammontano a 736 mila euro i fondi che l'assessorato allo Sport ha assegnato per il 2012 a 32 istituzioni pubbliche e private, società e associazioni sportive e gruppi ricreativi aziendali senza fine di lucro, per sostenere l'organizzazione delle manifestazioni sportive più importanti e prestigiose del territorio regionale. La delibera di riparto, proposta dall'assessore allo Sport, Elio De Anna, è stata approvata quest'oggi dalla Giunta regionale, dando così il via libera alle assegnazioni.

Per giungere alla definizione della griglia e delle relative spettanze a favore delle singole società, è stato creato un apposito schema, che tiene conto, tra l'altro, della internazionalità della manifestazione, del suo valore nell'ambito della promozione della disciplina, della storicità dell'evento, nonché della sua ricaduta mediatica.

Questi criteri generali sono stati quindi condivisi e applicati dalla Commissione per la governance dello sport, di cui fanno parte - oltre alla Regione - i rappresentanti di Upi, Anci, Coni e del mondo della scuola. Al termine del percorso sono stati individuati otto indicatori tutti misurabili, in base ai quali il gruppo di lavoro ha definito tre fasce di intervento.

Nella prima, compresa tra i 40 e i 30 mila euro, fanno parte quattro manifestazioni: 13/ma Maratonina Città di Udine, 30/ma Word Dance Trophy del Club Sunshine di danza sportiva, il 27/mo International Karate Città Grado organizzato dalla Fijlkam e il 7/mo Grand Prix d'Italia del moto club Olimpia di Pozzuolo del Friuli.

Quindi altre 6 manifestazioni sono state inserite in una seconda fascia, dove sono previsti contributi compresi tra i 29 e i 21 mila euro; infine una terza fascia (22 beneficiari) con un sostegno della Regione pari a 20 mila euro.

Rispetto al passato, il numero delle associazioni sportive che potranno contare sui contributi della Regione è sceso da 50 a 32; quindici manifestazioni sono state inserite direttamente a capitolo in occasione dell'approvazione della legge finanziaria del 2012 licenziata dal Consiglio a dicembre dello scorso anno, mentre altre tre iniziative si erano esaurite nel corso dell'annata precedente.

"In questo modo - spiega l'assessore De Anna - alle 15 iniziative in Finanziaria verrà garantita la continuità del sostegno e quindi la programmazione nell'arco di un triennio. Per quanto riguarda invece gli eventi 'top', rispetto al 2011 le poste in bilancio pari a 736 mila euro sono in linea con quelli dell'anno precedente, senza compiere quindi alcun taglio evidente. A questi vanno poi aggiunti gli altri 570 mila euro a capitolo in finanziaria, per un totale complessivo di oltre 1 milione 300 mila euro. Al riparto dei 'Top' ne farà seguito un secondo in programma nel mese di maggio (il cosiddetto 'ripartone'): in quella circostanza verrà notificato agli aventi diritto il contributo in base al punteggio acquisito così come previsto dal regolamento approvato nel 2011".

È quanto si apprende da un comunicato della Regione Friuli Venezia Giulia.

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(AGENPARL) - Udine, 20 apr - Se lo scorso anno i bambini e i ragazzi partecipanti alla "Giornata della Terra" si disposero in modo da comporre la parola "terra", quest'anno nel grande prato dell'Azienda Agricola Marianis di Palazzolo della Stella - che ha ospitato la manifestazione - è apparsa la carta geografica del mondo intero, ovviamente formata sempre dai corpi dei circa mille giovani e giovanissimi di varie scuole del Friuli Venezia Giulia, che hanno partecipato alla "Giornata della Terra 2012".

"Ma non si tratta di una giornata in campagna fine a se stessa - ha sostenuto l'assessore regionale all'Istruzione, Roberto Molinaro, intervenuto stamani alla grande festa di Palazzolo -: infatti quella di oggi è la giornata conclusiva di un lavoro lungo un anno scolastico, durante il quale numerose classi di diversi istituti scolastici, dalle materne alle superiori, hanno potuto conoscere da vicino la terra, le sue caratteristiche, il suo utilizzo, gli animali che vi vivono e ne costituiscono l'ecosistema, trovando nei laboratori dell'ISIS Malignani di Cervignano del Friuli (l'istituto superiore che ha coordinato il tutto) il luogo e i mezzi dove 'sperimentare' e conoscere da vicino tutto ciò che ha a che fare con l'ambiente nel quale viviamo".

"La Regione - ha affermato l'assessore - è convinta dell'efficacia didattica ed educativa di questa iniziativa, la appoggia in pieno e da un paio d'anni ha messo a disposizione l'Azienda agricola Marianis dell'Ersa per ospitare la 'Giornata della Terra' e per far vedere 'dal vivo' ai ragazzi tutto ciò che di solito non vedono. Con l'Ersa-ErsaAgricola spa, collaborano attivamente anche il Corpo Forestale Regionale e l'Ente Tutela Pesca".

Quest'anno i ragazzi hanno lavorato sui progetti di educazione ambientale "Territorio e biodiversità - Globe SCRC" occupandosi in particolare del clima che cambia, coinvolti in una molteplicità di attività: dai monitoraggi ambientali ai laboratori di didattica delle scienze integrate chimica, fisica, biologia, scienze della terra, alle esperienze ludiche con l'uso dei prodotti della terra. Anche oggi nell'Azienda Marianis sono stati gli studenti delle superiori partecipanti (ITI Malignani 2000 di Cervignano, ITC Einaudi di Palmanova, ITAG di Spilimbergo, Liceo Grigoletti di Pordenone e ITAS di Cividale) a fare da tutor ai loro colleghi più giovani, spiegando il funzionamento di apparecchiature, effettuando esperimenti e illustrando i vari momenti dell'agricoltura.

Per l'assessore Molinaro, insomma, ci troviamo di fronte "a un progetto speciale che costituisce un arricchimento dell'offerta formativa, voluto dalle scuole e da loro gestito, e che fa crescere la qualità didattica permettendo alle scuole stesse di lavorare in rete e di avvicinare i ragazzi ai quei saperi scientifici che oggi appaiono di fondamentale importanza per il futuro di tutti".

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