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(AGENPARL) - Roma, 11 apr - “Grazie al concorso “Giovani contro la Mafia”, ideato e promosso dal Forum dei Giovani del Lazio, numerosi artisti emergenti potranno sfidarsi nella realizzazione di una stele commemorativa in ricordo delle vittime della mafia, che verrà apposta nella sede del Consiglio regionale del Lazio nel corso di una cerimonia che si terrà il prossimo 15 maggio.” Lo ha dichiarato, in una nota Giancarlo Miele, Consigliere regionale delegato al Forum giovani a margine della conferenza stampa di presentazione della manifestazione. “Le giovani generazioni – ha proseguito Miele - devono diventare parte integrante di un percorso culturale di sensibilizzazione che possa essere presente in tutti i luoghi di aggregazione giovanile del Lazio, da sempre centri di scambio di idee e di crescita culturale per i ragazzi del nostro territorio. Solo attraverso una costante campagna di sensibilizzazione, che abbiamo già intrapreso grazie all’attenzione e alla collaborazione del Presidente Abbruzzese, riusciremo a contrastare una delle più terribili e subdole piaghe sociali del nostro tempo, che è rappresentata dalla mafia e dalla criminalità organizzata. Se da un lato – ha concluso Miele – le Forze dell’ordine stanno portando avanti una intensa attività di contrasto ai fenomeni criminali, dall’altro, solo con un vero e proprio cambio culturale, che parte dai giovani ed è diretto ai giovani, potremo debellare alla radice uno dei più grandi mali della nostra società.”
(AGENPARL) - Bari, 26 mar - "Viene alla mente Gesualdo Bufalino quando scriveva "Contro la mafia vale più un buon maestro elementare che 100 carabinieri" per sottolineare l'importanza della scuola e della formazione nel creare condizioni di cittadinanza attiva. Solo una grande rivoluzione culturale scaccerà le mafie dall'Italia e una diversa visione della vita non basata sul denaro e sul potere". Lo ha dichiarato, in una nota, il vice presidente della Commissione antimafia, Fabio Granata, nel corso del suo intervento alla manifestazione "Senza legalità non cambia nulla", che si è tenuta oggi a Bari.
(AGENPARL) - Bologna, 21 mar - Di seguito l'intervento del sindaco di Pollica, Stefano Pisani, nella seduta odierna del Consiglio comunale dedicata al ricordo delle vittime delle mafie. "Un saluto al sindaco di Bologna, al Consiglio comunale tutto, alla presidente del Consiglio, alle autorità civili e militari presenti. Consentitemi un saluto di cuore ai ragazzi che sono presenti qui, la parte fondamentale non solo del nostro futuro, ma anche del nostro presente, a sentirli parlare. Per noi è stato bellissimo ricevere la notizia della volontà del comune di Bologna di avere un gemellaggio con il comune di Pollica. Il giorno in cui sono stati celebrati i funerali di Angelo a me è toccato ricordarlo e in quel momento ho ricordato a tutti che chi aveva tolto la vita ad Angelo Vassallo aveva commesso un grave errore perché aveva pensato di abbattere un ostacolo a qualsiasi cosa e l'errore che invece ha commesso è che quell'ostacolo si è rafforzato, molto più di quanto pensasse. La solidarietà che è giunta a Pollica l'ho ritrovata in tutta Italia, la capacità di interagire di Bologna, l'ho trovata solo a Bologna. Ed è per questo vi rendo grazie, voglio ringraziare in particolare due soggetti che un po' più in disparte lavorano affinché Pollica continui ad essere un'eccellenza del nostro Meridione, o meglio la normalità di un'Italia che purtroppo è troppo lontana a venire e sono: il professore Luciano Schiavo e il Circolo Danilo Dolci. Li voglio ringraziare perché hanno saputo condurre nel silenzio tipico di chi appartiene alla terra del Cilento, ma con la fatica che è propria di quelle persone, tante cose buone per quella terra, e soprattutto ci hanno messo in condizioni di creare la rete che costituisce l'antidoto più forte all'illegalità. Partire da un esempio speciale come quello di Angelo Vassallo, anche se il mio giudizio può sembrare di parte, è veramente speciale perché con lui ho lavorato sei anni e non ci si può fermare e sentire le voci dei vostri ragazzi per me è importantissimo perché vuol dire che la speranza, che pensavano di togliere a Pollica come a molte altre parti d'Italia, non è morta. Quella speranza continua a camminare con le idee positive per il nostro paese nelle menti e sulle spalle di questi ragazzi e di quelli di tutta Italia, a cui non va dato soltanto il peso di questo importante compito, ma vanno soprattutto dati gli strumenti affinché affermino un concetto basilare per la nostra Repubblica: la legalità non è un accessorio, la legalità non costituisce un comportamento diverso dal normale, la legalità rappresenta l'unico strumento mediante il quale riusciamo ad ottenere l'equilibrio sociale e lo sviluppo economico. Ci sarebbero stati molti altri motivi per fare un gemellaggio con il comune di Bologna, sentivo prima il vostro gemellaggio con Tolosa è basato sull'economia verde e anche noi abbiamo delle eccellenze. Ma vi dico la verità: il nostro gemellaggio deve fondarsi su queste cose ma anche soprattutto sull'impegno a generare quella discontinuità che il nostro tempo oramai non conosce più. Siamo condotti in un vincolo di continuità che è quello del malaffare, è quello della pessima politica. E perché si torna sempre alla politica? Perché la politica deve ritornare a ricoprire quel ruolo alto che la nostra Costituzione le assegna. Non possiamo assolutamente sottrarci, ed è per questo che la sponda tra Bologna e Pollica deve rappresentare l'inizio di una rete che distenda i suoi rami in tutta Italia, proprio per contrastare quella rete del malaffare che ha preso tutta Italia. E proprio per dimostrare che il nostro futuro, le nostre generazioni future e presenti hanno un'opportunità per esprimersi liberi. Don Ciotti fa un lavoro fantastico contro le mafie: celebrare la giornata nazionale delle vittime di mafia è altrettanto importante e mi pensare che il nostro paese è in condizioni così gravi da celebrare le vittime sacrificali di atteggiamenti assurdi che si affermano nel nostro paese. Se così è, c'è molto da lavorare. Mi avrebbe fatto molto più piacere dover celebrare le cose belle che il nostro paese fa ed ha. Questo momento non può allontanarsi troppo nel nostro futuro: deve essere necessariamente alla portata, penso non della mia generazione, ma della generazione di questi ragazzi sicuramente. Dobbiamo affrettare i tempi affinché cio' avvenga. Rivolgo ancora il mio grazie all'amministrazione di Bologna e a questo consiglio comunale e faccio i complimenti ai ragazzi che sono qui oggi perché veramnete vi siete avviati nel percorso e nel solco giusto, non che io possa essere giudice delle cose buone o cattive ma posso sicuramente dirvi che almeno una opportunità per il vostro futuro ve la state conquistando. Continuate così, e spero che tutti vogliano continuare in questa direzione. Grazie quindi sopratutto a voi giovani."
(AGENPARL) - Bologna, 21 mar - Di seguito il discorso di Simona Lembi, presidente del Consiglio comunale di Bologna, tenuto oggi nel corso della seduta del Consiglio comunale dedicata al "Ricordo delle vittime delle mafie".
"Sento particolarmente la responsabilità di aprire questa seduta del Consiglio comunale di Bologna perché è la prima volta nella storia di questa città, che celebriamo la Giornata dedicata alle vittime di mafia, iniziativa voluta anche dalla legge regionale n.3 dell’anno scorso, una legge ricca di interventi con la quale la Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con le forze dell’ordine, gli Enti locali, la scuola, l’università, la magistratura, la società civile, vuole prevenire le infiltrazioni mafiose e diffondere la cultura della legalità. Si tratta di un provvedimento che è stato caldeggiato anche da questo Consiglio comunale che pochi mesi fa ha approvato un ordine del giorno sottoscritto da maggioranza e minoranza che chiedeva un impegno da parte delle istituzioni locali in questo senso. Oggi, nel solco di questa Legge, a Bologna sono stati cofinanziati 15 progetti con 533.501 euro regionali per interventi di prevenzione alla criminalità organizzata nel settore del commercio e, grazie alla collaborazione con scuole e Anm, sono stati organizzati corsi di educazione alla legalità in istituti bolognesi come il liceo Copernico, dalla cui viva voce degli studenti oggi sentiremo del Progetto “Fai la cosa giusta”. Questa mattina si è svolta una manifestazione partita da Piazza Verdi ed arrivata in Piazza Nettuno. Erano tante le bandiere di Libera, erano tanti gli studenti e uno striscione su tutti mi ha particolarmente colpito. Diceva “La mafia uccide quanto il vostro silenzio”. E poiché questo è un Consiglio comunale, il principale luogo, a Bologna, in cui rappresentanti di forze politiche si confrontano su opinioni e valori diversi utilizzando le parole come mezzo di confronto, voglio dire che anche il Consiglio comunale di Bologna è un luogo antimafia. La mafia è come una malattia infettiva: colpisce anche gli organismi sani. Occorre quindi sviluppare per tempo i giusti anticorpi, specie in questo periodo di crisi. Le inchieste che sono sotto gli occhi di tutti, le denunce di imprenditori, sindacati, intellettuali e amministratori pubblici dimostrano quanto sia importante non nascondere la testa nella sabbia, pensare che riguardi sempre altri ma, denunciare per tempo come non si debba abbassare la guardia. Anche per questa ragione abbiamo scelto di organizzare i lavori di questo Consiglio comunale. Voglio ringraziare il Sindaco di Pollica e Antonio Vassallo (figlio di Angelo Vassallo) per avere accettato il nostro invito a prendervi parte."
(AGENPARL) - Roma, 20 mar - “L’audizione del ministro Severino è stata molto positiva. Sulla lotta alla mafia il governo apre un’interlocuzione con la Commissione antimafia vera e operativa. Ci sono state diverse proposte che hanno trovato una convergenza: introduzione del rating antimafia per le imprese e del reato di auto riciclaggio, potenziamento dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati con l’istituzione di sedi periferiche”. Lo dichiara, in una nota, il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia. “Il 41 bis – aggiunge Lumia – è un ottimo strumento ma la sua applicazione va sempre migliorata. Ho molto apprezzato la disponibilità del governo ad applicare la legge sul 41 bis nella parte in cui prevede la riapertura delle carceri di massima sicurezza nelle zone insulari, come nelle isole di Pianosa e dell’Asinara. È possibile farlo nel pieno rispetto dell’ambiente, anzi promuovendo la tutela ambientale”. “Così – conclude l’esponente del Pd – la lotta alla mafia farebbe un notevole salto di qualità”.
(AGENPARL) - Torino, 20 mar - Anche quest’anno, la Provincia di Torino aderisce alla manifestazione in ricordo delle vittime innocenti di mafia, organizzata da Libera. L’assessore alle politiche di cittadinanza attiva Mariagiuseppina Puglisi e il gonfalone della Provincia di Torino saranno domani, mercoledì 21 marzo alle 18.30 in Piazza Castello, davanti al Palazzo della Regione Piemonte, dove si svolgerà l’evento commemorativo che si concretizza con la lettura del lungo elenco di nomi delle vittime. Oltre ai rappresentanti delle istituzioni, saranno presenti i familiari delle vittime piemontesi e i testimoni di giustizia, le associazioni aderenti alla rete territoriale di Libera, forze di polizia e rappresentanti della Procura. Sempre per sostenere la lotta alle mafie, il Comitato “Resistenza, costituzione, democrazia” della Provincia di Torino ha partecipato con contributo alla realizzazione del documentario “Oltre Gomorra. Il tesoro dei boss. Viaggio sui beni confiscati alle mafie” di Aldo Zappalà e Valerio D’Ambrosio, Jole Rago e Ilaria Stefanini, tratto dalla loro tesi di laurea collettiva sull’economia mafiosa che sarà spresentato al Teatrino di Corte di Palazzo Reale di Napoli donmani alle ore 10, in occasione della celebrazione della “Giornata della Memoria e dell'Impegno” ed andrà in onda il 22 marzo alle 24su RaiDue, all’interno del programma La Storia Siamo Noi di Giovanni Minoli. Lo rende noto la provincia di Torino.
(AGENPARL) - Roma, 16 mar - "I funerali di Stato per Placido Rizzotto, vittima della mafia, sono un modo per restituire alla memoria collettiva l'esempio di un uomo che ha pagato con la vita la propria battaglia di uguaglianza contro l'illegalita' e le vessazioni legate ai latifondi. Salutiamo pertanto con favore la decisione - da noi da subito auspicata e richiesta - dei funerali di Stato". Lo dichiara, in una nota, l'on.Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl Camera Deputati.
(AGENPARL) - Roma, 16 mar - “I funerali di Stato per Placido Rizzotto sono una vittoria politica della società civile, del popolo del web. Il governo ha mostrato la giusta sensibilità nell’ascoltare i molti appelli, tra cui il nostro, per non dimenticare il sindacalista ucciso dalla mafia. E’ una decisione che restituisce la storia tragica ed eroica di Rizzotto alla memoria collettiva del nostro paese. Per onorarne degnamente la figura, però, non bastano le celebrazioni ufficiali, ma una lotta ancora più dura alle mafie ed alla criminalità organizzata, che strozzano ancora intere aree del Meridione e che hanno esteso i loro tentacoli anche nel Nord dell’Italia. Saremo sempre in prima linea in questa battaglia per la legalità e la giustizia sociale”. Lo affermano, in una nota, i capigruppo Idv di Camera e Senato Massimo Donadi e Felice Belisario .
(AGENPARL) - 13 mar - "Continua l'Ingroia-show sui mezzi di comunicazione. Tra un comizio e l'altro chieda scusa per aver fatto di Massimo Ciancimino una icona antimafia, mentre commetteva reati e teneva tritolo in giardino e chieda scusa per i troppi gravi errori commessi. Risibili i suoi annunci di possibili candidature. E' già un militante politico comunista del Pcdi a tempo pieno. Per quanto riguarda la sua disponibilità a partecipare a incontri del Pdl si rilassi. Gente come lui non la invitiamo di certo. Casomai si presenterebbe con il giovane Ciancimino. Quello del tritolo in giardino". Lo ha dichiarato in una nota, il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri.
(AGENPARL) - Caserta, 13 mar - Nelle prime ore della mattinata odierna, a conclusione di una indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, nell'ambito delle più complesse investigazioni compiute negli anni per l'identificazione dei soggetti appartenenti al gruppo facente capo a Iovine Antonio, che ne hanno favorito la latitanza e consentito il mantenimento della leadership all'interno del clan "dei casalesi", i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di nove persone ritenute responsabili del reato di associazione per delinquere di tipo mafioso. Tra gli arrestati il boss Iovine Antonio ed il suo fidato luogotenente storico Martinelli Enrico cl.'64, già detenuti per altro, nonché l'attuale Sindaco di San Cipriano d'Aversa, Martinelli Enrico cl.'71 omonimo del boss, e il consigliere comunale di maggioranza Paolella Francesco, all'epoca dei fatti ( 2007) Assessore all'Ambiente del medesimo comune. Le condotte contestate sono state ampiamente documentate con intercettazioni telefoniche e con materiale documentale (c.d. pizzini), acquisiti in una singolare e significativa circostanza. Infatti l'11 maggio 2010 i Carabinieri di Caserta, nel corso di una perquisizione nell'abitazione di Locusta Danilo Raffaele, hanno individuato un sofisticatissimo bunker sotterraneo al cui interno hanno sequestrato una macchina da scrivere "Canon" elettronica. I successivi accertamenti tecnici svolti su quest'ultima hanno consentito di documentare che il bunker era stato usato dal boss Martinelli Enrico, durante la sua latitanza (terminata nell'agosto 2007), ove spesso aveva soggiornato con i propri familiari ed aveva ricevuto anche persone fidate per effettuare il rendiconto delle attività illecite del clan. Tali circostanze risultavano confermate dalle intercettazioni in corso al momento e finalizzate anche alla cattura di Antonio Iovine. Dal nastro carbo-grafico della macchina da scrivere sono stati estrapolati 35 pizzini scritti dal latitante, alcuni dei quali inviati al suo omonimo Sindaco sia per impartirgli precise disposizioni sull' assegnazione degli appalti pubblici ad imprese contigue al clan, sia per rimproverarlo di non aver eseguito i suoi "ordini" alla perfezione. Dai pizzini emergeva che il Sindaco si premurava puntualmente di rispondere, dando conto del suo operato. I pizzini del boss al Sindaco avevano ad oggetto numerose vicende dell'amministrazione comunale e non mancavano di ricordare al politico che era stato eletto grazie ai voti del clan. Va evidenziato che il boss Martinelli Enrico è uno dei personaggi storici della camorra casalese, fin dall'epoca di Bardellino Antonio; rivestendo le mansioni di killer, ha partecipato attivamente alla cruenta guerra intestina al clan dopo l'eliminazione del Bardellino, alleandosi con Zagaria Michele e Schiavone Francesco "Sandokan". Tristemente famosa è la sua partecipazione alla cd. "strage di Casapesenna" del 1988 ove, unitamente a tutti i nomi eccellenti della frangia dissidente, poi risultata vincente, furono uccisi il killer calabrese Pardea Michele e Salzillo Antonio. Ha anche partecipato al quadruplice omicidio di Pagano Antonio, Gagliardi Giuseppe, Mennillo Giuseppe e Orsi Giuseppe, avvenuto in Casal di Principe il 22.04.1989. Negli ultimi anni è stato vicinissimo alle posizioni di Iovine Antonio; unitamente a questi, a Zagaria Michele e ad altri 63 indagati è stato già destinatario di altra ordinanza cautelare eseguita in data 26.05.2008, per i reati di associazione camorristica, estorsioni armi ed altro (cd. "Operazione Galassia"). In detto provvedimento emerge il suo ruolo di controllo delle scommesse clandestine nel Casertano. Non meno allarmanti e gravi sono state le condotte dell'ex Assessore Paolella Francesco che, in più occasioni, ha messo la propria abitazione a disposizione del boss latitante Martinelli, quando quest'ultimo aveva necessità di incontrare personalmente il Sindaco. Tra i destinatari del provvedimento figura anche Russo Silvio cl.'72, già detenuto perché, durante le medesime indagini svolte per la cattura di Iovine Antonio, all'interno dell'abitazione del fratello fu sequestrato un vero e proprio arsenale. Indagando sul suo conto, il 29 agosto 2007 i militari dell'Arma rintracciarono e catturarono in Ostuni (BR) il latitante Martinelli Enrico, mentre con i suoi familiari si accingeva a rientrare in San Cipriano d'Aversa al termine di un lungo periodo di ferie. Significative le mansioni svolte dagli altri indagati, quali Martinelli Francesco, Pagano Pasquale Gianluca e Mazzarella Emilio, che si sono adoperati sia per la riscossione di tangenti, sia per recapitare le disposizioni inviate dal latitante ad imprenditori e politici. Pagano Pasquale Gianluca, soprannominato bambinone, in alcune occasioni si è anche adoperato per recapitare al latitante la biancheri.
Lo comunica la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.