(AGENPARL) - Roma, 23 set - Profondo cordiglio alle famiglie e ai commilitoni del Comfoter (Comando delle forze operative terrestri di Verona, ndr) di Verona e del Reggimento Lagunari di Mestre per la morte in Afghanistan del caporalmaggiore scelto Mario Frasca e del tenente Riccardo Bucci viene espresso dal capogruppo del PdL in regione Dario Bond e dal suo vice Piergiorgio Cortelazzo. “Sono sacrifici sempre più pesanti e difficili da digerire - affermano i due esponenti del PdL - ma continuiamo a credere che la difficile transizione in Afghanistan non possa essere gestita diversamente. Gli impegni internazionali vanno rispettati e Riccardo e Mario erano lì per portare la pace e una nuova stagione di educazione e sicurezza”.
(AGENPARL) - Roma, 16 set - Abbattute attorno alle 10 di questa mattina quattro nutrie da parte della Polizia Provinciale di fronte all’ingresso dell’ospedale nuovo di Mirano. Ad abbatterle gli agenti che da oltre una settimana pattugliano la zona proprio a seguito delle segnalazioni da parte dei cittadini della presenza di nutrie. La pattuglia, oltre ai quattro esemplari abbattuti, del peso di circa 6 chilogrammi ciascuno, ne ha avvistati altri che però sono riusciti a scappare in quanto non era possibile, per gli agenti, effettuare tiri in sicurezza. "La Polizia Provinciale continuerà a pattugliare la zona dell’ospedale nuovo – dice l’assessore Giuseppe Canali – e interverrà anche a fronte di segnalazioni dei cittadini che possono essere rivolte al numero verde 800128580".
(AGENPARL) - Roma, 13 set - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa mattina al Quirinale la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province autonome, guidata dal Presidente coordinatore Davide Boni, per la consegna del volume "L'Italia delle Regioni, le Regioni d'Italia" realizzato in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Con l'occasione il Presidente dell'assemblea veneta Clodovaldo Ruffato ha rinnovato al Capo dello Stato l'invito a presenziare venerdì 28 ottobre a Venezia alla 'vernice' della mostra storica "Volti e luoghi del 1848-49 a Venezia e nel Veneto", allestita nei saloni di Palazzo Ferro Fini, e al Concerto per i 150 anni dell'Unità promosso dal Consiglio regionale al teatro della Fenice, presenti i primi cittadini dei 581 Comuni e delle sette Province del Veneto.
Lo si legge in un comunicato del Consiglio Regionale del Veneto.
(AGENPARL) - Roma, 08 set - I dodici consiglieri regionali veneti del Partito democratico hanno ufficializzato a palazzo Ferro-Fini la loro adesione al referendum per abrogare l'attuale legge elettorale, conosciuta anche come “porcellum”, firmando gli appositi moduli, alla presenza di un funzionario per la convalida e dei giornalisti presenti in sala stampa. “La via maestra per cambiare questa legge che espropria i cittadini del diritto di scegliere i propri rappresentanti - ha affermato la capogruppo Laura Puppato - sarebbe ovviamente quella di una nuova legge approvata dal Parlamento e, infatti, il Pd ha presentato a fine luglio una sua proposta. Però, poiché noi non siamo convinti che il Governo voglia modificare il sistema elettorale, abbiamo deciso di aderire ad un'iniziativa straordinaria come il referendum divenuta necessaria, anzi, obbligatoria".
"E' sempre più evidente - ha aggiunto il vicecapogruppo Pd, Lucio Tiozzo, che il sistema politico italiano é bloccato, lontano dalla gente che chiede sempre più di essere rappresentata e non ha una capacità reale di cambiare il sistema elettorale. Il referendum può, dunque, “scuotere l'albero” e favorire le condizioni per l'approvazione di un a nuova legge”. All'incontro con la stampa erano presenti anche i consiglieri Graziano Azzalin, Roberto Fasoli, Bruno Pigozzo e Sergio Reolon.
(AGENPARL) - Roma, 06 set - “La caduta di Falco elicottero del Suem, nell'agosto di due anni fa, è stata determinata dall'invisibilità dei fili elettrici, difficilmente individuabili persino ad occhio nudo. I tralicci, attualmente colorati di verde, devono essere ridipinti di rosso e bianco. E' una contromisura che la Regione può realizzare autonomamente e nell'immediato, visto che rientra nelle sue competenze urbanistiche”. La proposta è avanzata dai consiglieri regionali del Pd, Sergio Reolon e Bruno Pigozzo che assieme all'ex primario del Suem di Belluno e padre dell'elisoccorso, Angelo Costola, oggi hanno svolto un sopralluogo nella zona del disastro costato la vita a quattro persone. “Siamo convinti - proseguono Reolon e Pigozzo - che bisogna approvare presto la legge regionale sulla sicurezza del volo. La proposta in discussione, pur dicendo cose condivisibili, ha alcuni limiti che impediscono di mettere rapidamente in campo interventi efficaci sul fronte della sicurezza. Da un lato infatti l'Enac rivendica le competenze in questa materia e chiede che vi sia un confronto in sede nazionale. Dall'altro la legge propone la mappatura cartacea e digitale degli ostacoli al volo. Cosa positiva - concludono Reolon e Pigozzo - ma che richiederà tempi lunghi. E' necessario invece fare subito qualcosa”.
Così si legge in una del Consiglio Regionale del Veneto.
(AGENPARL) - Roma, 27 lug - Enel accoglie con soddisfazione la decisione del Consiglio Regionale del Veneto che ha modificato l’articolo 30 della legge istitutiva del Parco del Delta del Po . Enel ringrazia il Presidente e la Giunta regionale per l’impegno e la determinazione impiegati per raggiungere questo risultato.
Stando al comunicato dell'azienda, "il progetto di conversione della Centrale di Polesine Camerini porterà oltre 2,5 miliardi di euro di nuovi investimenti con importanti ricadute economiche sulle imprese locali e darà lavoro a oltre 3.500 persone durante la fase di cantiere. Le emissioni saranno ridotte significativamente con valori molto al di sotto di quanto già stabilito dalle norme e autorizzato dal Decreto ministeriale. Il nuovo impianto sarà anche all’avanguardia tecnologica grazie al primo progetto europeo, su scala industriale, di cattura e sequestro geologico dell’anidride carbonica".
Enel ha già ripresentato l’istanza al Ministero dell’Ambiente per il riesame delle eccezioni mosse dalla sentenza del Consiglio di Stato, ed auspica una rapida conclusione della vicenda per dare corso ad un investimento fondamentale per lo sviluppo energetico del Paese, la crescita del territorio e le strategie del Gruppo in Italia.
(AGENPARL) - Roma, 13 lug - L’ok unanime al fermo pesca biologico della XIII Commissione Parlamentare che passa da 45 a 60 giorni trova anche l’appoggio dell’Assessore all’Agricoltura del Veneto Franco Manzato che commenta quanto questa decisione trovi l’accordo anche delle associazioni di categoria e dei singoli pescatori nel dare respiro al fondale marino, operazione possibile solo mediante una pesca responsabilmente gestita e sostenibile.
“Un tema molto delicato e importante per il Veneto” aggiunge l’assessore alla pesca facendo riferimento alla esplicita richiesta formulata al Ministro contenente le stesse istanze discusse oggi in Commissione Parlamentare.
Il settore sta subendo sul litorale adriatico delle forti scosse dovute a fattori non sempre chiari, ma che rimandano ad un’unica soluzione, quella di lasciare a ‘maggese’ per un tempo più lungo il mare affinché il ripopolamento ittico possa avvenire secondo i ritmi naturali.
“Sono certo che il Ministro Romano saprà dare la giusta lettura alla risoluzione oggi approvata” conclude Manzato auspicando ad un pronto intervento da parte dell’autorità competente in materia.
(AGENPARL) - Roma, 08 lug - "Plaudo all’esito del voto alla Camera che ha ribadito un no fermo all’abolizione tout court delle Province. Plaudo perché, per sistemare i conti del bilancio pubblico, e tagliare gli sprechi della politica, si vorrebbe eliminare tutto, indiscriminatamente, con un colpo di machete. Anche ciò che funziona bene, senza urla e senza sprechi, a servizio e in rappresentanza delle comunità dei cittadini". A dichiararlo è Francesca Zaccariotto, presidente della Provincia di Venezia.
"Certo ci sarebbero alcuni distinguo, alcuni ragionamenti da fare. Un obiettivo condiviso potrebbe essere quello di farle funzionare davvero bene le Province, dando loro effettivi poteri, e non relegandole a un ruolo secondario rispetto ad altri enti locali. Quello che chiederei, dopo l’esito del voto di ieri, è un atto di coraggio e di coerenza. La scelta peggiore, o meglio, la non scelta, sarebbe infatti quella di mantenere le Province continuando a svuotarle di competenze e di risorse, magari mantenendo in vita miriadi di società partecipate, di piccoli enti (le comunità montane al mare, per esempio), quelli sì davvero inutili. A quel punto, per paradosso, tanto valeva abolirle. Chi vuole abolire le Province dovrebbe proporre un'alternativa. Dire, cioè, chi gestirà i servizi di area vasta come la pianificazione territoriale, con il governo di questioni delicatissime come l’urbanistica e l’ambiente, e chi farà sintesi fra interessi locali e risolverà conflitti e contraddizioni non gestibili a livello di ognuno degli 8.600 Comuni italiani, di ognuno dei 44 comuni veneziani. Dire, cioè, chi svolgerà le due macrofunzioni ora in capo alle Province".
"C’è un altro fatto: è difficile farle amare queste Province, poiché in capo all’ente provinciale sono rimaste funzioni di controllo e di sanzione, cioè le più odiose per i cittadini e per le imprese. Ma fondamentali, per esempio quando denunciamo illeciti e crimini contro l’ambiente. Anche queste funzioni, in caso di soppressione delle Province, qualcuno altro dovrebbe svolgerle, facendosi anche carico delle responsabilità e dell’impopolarità conseguenti. In realtà non vedo una concorrenzialità tra enti locali, anzi ne ho scoperto e valorizzato le preziose sinergie. Nel ruolo di coordinamento e di tutela degli interessi del territorio per esempio, di aiuto e supporto a quei piccoli comuni che non hanno al proprio interno competenze e professionalità adeguate a gestire problemi di un ordine di complessità maggiore. La Provincia che sto vivendo, la Provincia che interpreto è vicina al territorio, ai suoi comuni, né il collante, con un legame fondato sul lavoro continuo di coordinamento e di dialogo con Regione e Governo. Molte province sono parte della nostra stessa storia, poiché il territorio provinciale coincide generalmente con quella che fu la divisione del territorio fatta in epoca napoleonica, ma talvolta già nel Medioevo, il contado dei maggiori tra i liberi comuni. Un esempio illuminante è quello della provincia veneziana, che coincide con l’antico Dogado della Serenissima, il territorio dove valevano le stesse norme della capitale. E che esiste nella sua forma attuale da quasi mille anni. La nostra storia che ritroviamo nel dettato costituzionale, che stabilisce l’esistenza delle Province, e che se modificato richiederebbe una riforma della legge costituzionale, in genere molto lunga. Altro punto su cui ci troviamo tutti d’accordo, la riduzione dei costi della politica. Siamo davvero certi che l’abolizione delle Province, che costano 180 euro all’anno per ogni cittadino, farebbe ridurre davvero i costi? I numeri ci dicono che le Province spendono il 25 per cento per il personale, circa il 69 per servizi e funzioni essenziali e solo lo 0,98 per i costi della politica. Abolire le Province non porterebbe ai risparmi sperati, perché i costi del personale e dei servizi sarebbero spostati ad altri enti di governo. Sarebbe un taglio irrisorio".
"Ritengo che forse si potrebbe andare a guardare a tutti quegli enti e a quelle società pubbliche che peraltro, a differenza delle Province, non possono contare su una base democratica, con un presidente e un Consiglio eletti direttamente dal popolo. E se le Regioni si limitassero a svolgere il loro compito legislativo, per il quale sono nate, lasciando la gestione concreta alle Province? Non risparmieremmo forse tutti? Nonostante queste considerazioni, non penso che la Provincia sia un ente intoccabile. Mi sorgono dubbi sulle Province di recente costituzione, e quelle che sono sotto la soglia dei 500 mila abitanti, che non sembrano avere né una dimensione territoriale, né un retroterra storico e culturale che ne giustifichi l’esistenza. In questo caso ben venga una legge che vieti di farne di nuove".
(AGENPARL) - Roma, 05 lug - “Non esiste che noi diamo l’autorizzazione a portare in Veneto rifiuti dalla Campania”. Non ha usato mezze parole il presidente del Veneto Luca Zaia, nel rispondere ai giornalisti che lo hanno interrogato sull’argomento in occasione del consueto “Punto stampa” al termine della seduta della Giunta regionale. “Quanto all’appello del presidente Berlusconi e all’invito del presidente Napolitano – ha aggiunto – con il massimo rispetto delle più alte cariche dello Stato, fedeli alla Costituzioni, noi diciamo di no, perché in Italia c’è anche la libertà di dire di no”.
“Lo diciamo per rispetto nei confronti del lavoro, della fatica, dell’impegno, magari di qualche litigata familiare che ha riguardato e riguarda da noi la raccolta differenziata, tema sul quale – ha ricordato Zaia – anche molti sindaci sono stati messi in discussione. Noi abbiamo mediamente una differenziata al 64 per cento, con tantissimi Comuni oltre l’80 e molti ricicloni da primato: questo è il segnale dei veneti”.
“Qualche giorno fa – ha chiosato il presidente della regione – ho inaugurato una palazzina uffici completamente realizzata con materiali riciclati: a Napoli vogliono tecnici e specialisti in materia? Desiderano Know How? Siamo pronti a darli senza problemi anche se, lasciatemelo dire, basterebbe che andassero a Pozzuoli o a Salerno, dove la differenziata è pari alla nostra”.
“Ci vuole buona volontà per realizzare un sistema di gestione dei rifiuti efficiente, e purtroppo i napoletani fanno le spese di una cattiva programmazione – ha concluso Zaia – che non ha mai raggiunto livelli di autosufficienza”.
(AGENPARL) - Roma, 28 mar - Riconoscere le stesse tutele di cui godono i ladini di Trento e di Bolzano anche ai ladini che risiedono nei comuni della provincia di Belluno. A questo mira la proposta di legge a firma di Karl Zeller, deputato delle minoranze linguistiche, che questa settimana approda in Commissione Affari Costituzionali della Camera. I ladini sono una minoranza linguistica situata nel cuore delle Dolomiti e suddivisa in tre province differenti: Bolzano, Trento e Belluno.
"La dittatura fascista - scrive Zeller nella relazione illustrativa - impose iniquamente lo smembramento del popolo ladino in tre parti, tripartizione che permane tuttora, nonostante i ladini delle province di Trento e di Bolzano godano del riconoscimento di apposite tutele nell'ambito di una regione a statuto speciale, mentre lo stesso non è avvenuto per i ladini rimasti nella provincia di Belluno sotto la giurisdizione della regione ordinaria del Veneto".
Il testo, oltre alla toponomastica e alla segnaletica stradale, prevede l'insegnamento obbligatorio della lingua ladina a scuola e la possibilità di usarla negli uffici pubblici. Di conseguenza, le amministrazioni pubbliche si troveranno obbligate ad adeguare il proprio personale, che deve essere in grado di rispondere in ladino. Per attuare il tutto, il testo prevede una copertura finanziaria di 10 milioni di euro l'anno. Il relatore del provvedimento è il leghista Matteo Bragantini.